Fratelli imprenditori evadevano fisco, sequestrati beni per 3 mln di euro

E’ di oltre 3 milioni di euro il valore dei beni sequestrati nell’ambito di un’indagine condotta dalla Procura di Avellino nei confronti di due fratelli imprenditori, attivi nel settore della macellazione e produzione di carni. Tra i beni in questione anche immobili a Roma, in provincia di Lecce e di Cosenza. Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente è stato eseguito dai finanzieri di Sant’Angelo dei Lombardi. L’indagine nasce dall’esecuzione di una verifica, compiuta nel febbraio 2012, in uno stabilimento industriale intestato a un terzo soggetto, rivelatosi poi un prestanome. Dall’esito, scrive il procuratore Rosario Cantelmo, è stato possibile “acclarare una significativa evasione fiscale” scaturente dal mancato versamento dell’Iva negli anni dal 2005 al 2008. I due fratelli, è la tesi degli inquirenti, avrebbero dato vita negli anni a tre società, distinte tra loro ma identiche nell’oggetto sociale, impiego di manodopera, titolarità di beni mobili e immobili, clienti e fornitori. Le prime due società, succedutesi tra il 2001 al 2008, avrebbero omesso la corresponsione dell’Iva; nel 2009 nasce la terza società, in regola con i versamenti. I finanzieri hanno sequestrato 29 immobili tra Avellino, Roma, San Giorgio a Cremano (Napoli), Melendugno (Lecce) e Santa Maria del Cedro (Cosenza), un capannone industriale a Grottaminarda (Avellino), 321mila metri quadrati di terreni agricoli e un intero complesso residenziale da oltre mille metri quadrati. (adnkronos)

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