I fuoriclasse bianconeri decidono il match, Insigne predica nel deserto

di Claudio Cafarelli (MaiDireCalcio)

Certe partite, quelle partite, si vincono con i nervi, con la cattiveria, con la fame, con la forza di volontà, ma anche e soprattutto con i fuoriclasse. Certe partite, quelle partite, come Juventus Napoli vengono decise così, da questi fattori e dai grandi giocatori, e i bianconeri, al di là degli episodi, hanno dimostrato ancora una volta di averli. Nel primo tempo è un monologo, davanti ad un Napoli frastornato, incredulo per il gol subito dopo soli 120 secondi. Un’unica squadra in campo contro un un uomo che per tutti i 90 minuti ha predicato nel deserto: Lorenzo Insigne.

Il gioiello di Frattamaggiore è l’unico ad avere la stoffa, la verve e la capacità di impensierire la difesa juventina. Corre, lotta, dribbla e tenta l’eurogol, ma purtroppo non è in buona compagnia; Higuain si vede a tratti, Hamsik non è pervenuto. Nel secondo tempo gli azzurri entrano in campo con uno spirito diverso. Palleggiano, cercano lo spiraglio con calma e pazienza, anche Behrami ritrova un pizzico di aggressività che nel primo tempo era svanita. I partenopei vanno vicini al pareggio con il capitano slovacco ma la palla si infrange sull’esterno della rete. Un segno, un destino.

Dall’altra parte, un vero fuoriclasse, Andrea Pirlo, alla prima punizione crea una parabola imparabile e la Juventus, pur schiacciata dal buon piglio azzurro del secondo tempo, si ritrova avanti di due gol. Ma non finisce qui. C’è un altro fuoriclasse nella Juventus e ha il nome di Paul Pogba: dopo 6 minuti dalla punizione perfetta, il francese al limite dell’area colpisce di controbalzo e fa partire una saetta violenta, straordinaria per forza ed esecuzione che gela Pepe Reina. E’ il 3 a 0. Il Napoli di Benitez si ritrova così sotto, nettamente, forse anche immeritatamente per quanto costruito nel secondo tempo, ma è un passivo significativo per identificare la differenza attuale tra le due squadre.

Da una parte ci sono uomini in grado di prendersi la squadra sulle spalle e condurla alla vittoria, con un guizzo, un tiro, una punizione, una giocata, una magia. Dall’altra c’è Insigne che cresce a vista d’occhio e che è stato frenato solo da un rinvigorito Buffon. Doccia freccia per il Napoli, per Benitez e per i tanti tifosi. C’è tanto da lavorare, soprattutto nella testa. Un big match tanto atteso non può essere affrontato nei primi 45 minuti in maniera così svagata, distratta e senza mordente, aspettando il prossimo test importante per valutare la consistenza di questa rosa. Ma intanto un dato è certo, il Napoli non è ancora pronto per fronteggiare in una partita secca la Juventus e soprattutto per l’ennesima volta Marek Hamsik dimostra di mancare negli appuntamenti decisivi, ormai, e forse questo è l’elemento più triste, non ci si sorprende più.

La Juventus, invece, dopo la sconfitta contro la Fiorentina, sembra essersi totalmente ripresa dal torpore d’inizio stagione, che nonostante tutto ha permesso ai bianconeri di restare attaccati alla Roma. Ora gli uomini di Conte si ritrovano a -1 dalla capolista, e iniziano a mettere grande pressione ai giallorossi, dopo aver ritrovato la forza, la cattiveria e la ferocia tipica degli ultimi due anni. Pressing asfissiante, pallino del gioco sempre in mano e una tenuta mentale solida, senza sbandate o distrazioni. Il marchio di fabbrica che caratterizza questa squadra e che non è stato dimenticato, quel marchio di fabbrica che permette ancora una volta di far sì che la Juventus sia anche quest’anno la favorita per la vittoria finale. E se le parole non bastano, utilizziamo la statistica: i bianconeri non incassano gol da quattro partite.

fonte: https://www.maidirecalcio.com/2013/11/11/juventus-napoli-editoriale-fuoriclasse-della-juventus-decidono-il-match-insigne-deserto.html

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