Il Pd di Nola si rinnova verso le elezioni 2014: molti “puntano” su Raffaella Mauro

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NOLA- Il Partito democratico nolano rinnova le sue cariche interne e si proietta verso l’obiettivo delle elezioni comunali del 2014. Domenica scorsa i componenti del Coordinamento sono stati scelti. dall’assemblea. Sono stati eletti Raffaella Mauro, Presidente del Circolo e Francesco Pierno, nuovo Coordinatore. Proprio la neo presidente Raffaella Mauro, avvocato che fino a domenica ha fatto parte del comitato reggente del Pd nolano dopo le dimissioni dell’ex segretario, potrebbe essere anche la scelta dei Democratici per la prossima competizione elettorale.

Rinnovate anche le altre cariche. Ad affiancare Francesco Pierno sarà un direttivo formato da Paolino Ambrosio, Carmine Avella, Giuseppe Di Lauro, Esposito Salvatore, Carlo Fusco, Ferdinando Giampietro, Maria Pia Napolitano, Paolino Napolitano, Domenico Notaro, Luigi Pappalardo, Teresa Pizzella, Gaetano Profeta, Alessio Scala, Salvatore Velardi, Eduardo Zorzetti.

Attraverso “la Libertà, l’Uguaglianza, la Fratellanza che hanno necessità di riprendere vigore e concretezza e che hanno il bisogno di tramutarsi nel quotidiano vivere civile nel diritto al Lavoro, alla Giustizia e alla Solidarietà” ha dichiarato Pierno, “si può avere la rinascita e il rinnovamento della città di Nola e dell’intero territorio nolano”.

Il nuovo Coordinatore ha inoltre affermato che “la riorganizzazione della sezione di Nola deve necessariamente passare attraverso il connubio dei principi fondamentali dell’essere democratico con i principi fondamentali dell’essere nolano, attuando quel vincolo ai territori, non solo geografici ma innanzitutto umani, che, a oggi, appaiono essere l’unica, vera, rivoluzionaria, innovatrice spinta al cambiamento del governo della città.

Nuove istanze, nuovi linguaggi, nuovi elementi di aggregazione possono prendere forma e legittimità solo in realtà geografiche come quella nolana, dove lo storico predominio del Centro Destra ha annullato i cardini civili e democratici, dove i temi politici fondanti del vivere comunitario, quali il lavoro, l’ambiente, la solidarietà, la legalità, la cultura, hanno lasciato spazio a incompetenza, incapacità, illegalità, inciviltà, inquinamento, povertà”.

 

 

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