“Mali” culturali del Nolano, la villa di via Saccaccio finisce in Parlamento

viasaccaccio_nola1 copia viasaccaccio_nola2 copiadi Bianca Bianco e Nello Lauro 

NOLA- L’area archeologica di via Saccaccio a Nola diventa oggetto di dibattito in Parlamento. Le condizioni del sito di età romana sono infatti “finite” in una interrogazione presentata dal giovane deputato del Movimento 5stelle e vice presidente della Camera Luigi Di Maio. Un bene che se ne parli e discuta, e che il caso finisca (magari) sui media nazionali e regionali. Lo stato dell’area archeologica di via Saccaccio è infatti una vergogna nazionale. La redazione de ilgiornalelocale se ne occupò nel corso di una inchiesta dedicata ai beni culturali dell’area nolana, pubblicata sul settimanale “Sette” (numero 24 del 29 marzo 2013). Nel ritratto impietoso del patrimonio culturale del Nolano, un posto era dedicato anche a quello scavo lasciato abbandonato, senza segnaletica, senza manutenzione, esposto alle intemperie e dimenticato.

In quella occasione giungemmo in via Saccaccio grazie ad una serie di  telefonate che ci fecero raggiungere il sito dopo non poco peregrinare vista l’assoluta assenza di segnaletica turistica (e di segnaletica tout court). Arrivare ai resti di quella che fu una villa residenziale di epoca romana dopo avere superato il cavalcavia della Circumvesuviana ed avere preso una stradina tra casette e campi, riservò  una sgradita sorpresa. Un cancello arrugginito e con una targa sbiadita dal tempo e dal sole sbarrava l’accesso e la vista completa dell’area individuata negli anni 70 nel corso dei lavori per la costruzione di un collettore fognario. Lamiere arrugginite proteggono quelle che devono essere stati gli ambienti di una prestigiosa villa romana considerata uno degli esempi più significativi di dimora aristocratica e di rappresentanza rispetto ad altri coevi della Campania romana.

Dinanzi il cancello, una fontana piena di acqua melmosa ed immondizia. Intorno, le case di privati cittadini e le faccende domestiche di anziane signore, le auto dei residenti e la sporcizia “ordinaria” delle strade delle nostre città. Un panorama normale (?) e allo stesso tempo desolante. Dall’ingresso arrugginito abbiamo cercato di ammirare quanto resta del fabbricato, portato alla luce nel corso di complessi scavi e ad oggi di fatto tenuto nell’incuria e sfiorato dal degrado.

Quanto abbiamo visto mesi fa, ritorna nella interrogazione di Luigi Di Maio: “Oggi, purtroppo, l’area archeologica di proprietà statale versa in condizioni di desolazione e abbandono totale; le scarpate laterali in tufo, innalzate nel 1987 per contenere i terreni agricoli circostanti allo scopo di evitare dilavamenti del terreno, si presentano intrise d’acqua con parti corrose, frantumate, sconnesse e lesionate: ampie zone delle pareti si mostrano erose e instabili a causa del pessimo drenaggio delle acque che stanno creando sovrapressioni idrostatiche e smottamenti; le recinzioni e le staccionate grecali in legno naturale a protezione dei precari percorsi di visita, posti da circa vent’anni su malfermi e provvisori tavolati di legno, risultano ammalorate, marcite, danneggiate e ricoperte di guano di volatili con conseguenti problemi igienico-sanitari; le inadeguate tettoie protettive, installate sulle strutture archeologiche nei primi anni Ottanta del Novecento, si mostrano deteriorate e con diffusi problemi d’infiltrazione, la mancanza poi di un sistema di drenaggio e regimentazione delle acque di superficie ha accelerato i processi di deterioramento delle murature e degli apparati decorativi della villa romana”.

L’elenco delle criticità è lungo (alla fine dell’articolo riportiamo il testo integrale dell’interrogazione) e si conclude con una polemica: “Mentre questa importantissima area archeologica statale versa in condizioni di incuria e abbandono per la mancanza di risorse e personale, , la soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei spende la considerevole cifra di euro 873.498,50 per la realizzazione di un inaccessibile centro visite con laboratori didattici a corollario di un parco con ricostruzioni virtuali posto sulla collina Montesano nel comune di San Paolo Belsito”.

Ecco l’interrogazione di Luigi Di Maio: interrogazioneDiMaio

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