Napoli, questione di tempo e qualità. Ma dov’è finito Higuain?

di Claudio Cafarelli (Maidirecalcio.com)

Terza sconfitta consecutiva per il Napoli di Benitez. Questa volta gli azzurri soccombono allo strapotere del Dortmund non senza dimostrare, almeno in questa occasione, il carattere e la grinta mancate contro Parma e Juventus. Un 3 – 1 dopotutto giusto per le occasioni create dai gialloneri, capaci di essere devastanti nelle ripartenze e superiori nella qualità delle giocate. Pepe Reina il migliore in campo. Un’analisi fredda che sembra parlare di una debacle senza appelli per il Napoli, ma la partita ha offerto diverse chiavi di lettura nell’arco dei 90 minuti, a partire dal rigore quantomeno generoso fischiato dall’arbitro Carballo fino all’occasione di Higuain che a tu per tu con Weidenfeller si è lasciato ipnotizzare con estrema facilità. Con questa sconfitta il Napoli perde un altro big match dopo Roma, Torino e Londra e dimostra ancora una volta di non aver superato il famoso esame di maturità che attende da ormai 3 anni, manifestando lo stesso difetto che lo attanaglia da sempre.

QUALITA’ – Ciò che è apparso chiaro ai più nella sfida contro i vicecampioni d’Europa è stata la mancanza di qualità in alcuni elementi della rosa partenopea. Benitez ha mischiato le carte inserendo Dzemaili al posto di Inler e affidandosi a Pandev in mancanza di un Hamsik acciaccato e non convocato. Sulle fasce si è fatta di necessità virtù e così Maggio e Armero hanno cercato in tutti i modi di far dimenticare le buone prestazioni di inizio stagione di Mesto e Zuniga. Ma è stata evidente la differenza di passo e di sicurezza tra i due infortunati e i titolari del Westfalenstadion. Stesso ragionamento vale per Pandev e Dzemaili che non sono riusciti a far rimpiangere i due assenti; l’ennesimo indizio che mette in risalto le pecche di una squadra che è sempre ad un passo per fare il salto di qualità determinante, ma che sul più bello fallisce. Chi ha deluso inaspettatamente è statoGonzalo Higuain, che insieme a Jose Maria Callejon, sta vivendo un periodo di appannamento a tratti inspiegabile, e l’incidenza di un giocatore di grande valore come l’argentino, si intuisce soprattutto in match decisivi come quello di ieri sera. Viste le lacune e i problemi palesati nell’ultimo mese (7 gol subiti tra Dortmund, Parma e Juventus) non sarà il caso di modificare leggermente l’assetto tattico per permettere al centrocampo di essere superiore almeno numericamente, mancando di fatto la qualità necessaria? Il Napoli è stato autore di troppi errori d’impostazione e di rifinitura, fondamentali per fronteggiare squadre superiori come Dortmund e Arsenal. Mancanza di lucidità? O semplicemente assenza di un giocatore in grado di prendere per mano la squadra e aumentare il tasso tecnico? A Napoli ancora rimpiangono i mancati arrivi di Borja Valero e Verratti, bocciati dal vecchio allenatore ma imprescindibili per una squadra che ha ambizioni da top club. Un problema endemico che il Napoli non è riuscito a risolvere neanche con l’arrivo di Rafa Benitez.

TEMPO E SPERANZA – Considerando che vincere a Dortmund di questi tempi è un’impresa, e che parole di Wenger (tecnico dell’Arsenal), la situazione creatasi nel gruppo Champions ha dell’incredibile, vanno sottolineate comunque la grinta e il carattere mostrato dagli azzurri, capaci di rialzarsi dopo la doccia fredda del rigore e di alimentare un fiammella di speranza grazie al gol di Lorenzo Insigne (a proposito non poteva essere inserito prima?). Chiusa la parentesi Champions l’unica speranza insita nei tifosi azzurri da sempre, si perpetua ancora di più quest’anno grazie alla constatazione, a mente fredda, che per Benitez si tratta della prima stagione sulla panchina azzurra e che di fatto con una rivoluzione in atto dopo un ciclo di quattro anni con Mazzarri i progressi ci sono stati, almeno dal punto di vista del gioco, ma soprattutto che la famosa internazionalizzazione della società è ancora in fase embrionale, considerando che sono trascorsi solo 4 mesi dall’arrivo dello spagnolo. Attenzione però perchè c’è l’ennesima occasione da non sciupare, e non si tratta di calcio giocato. Il tifo azzurro è confortato, infatti, dalla possibilità di sognare e aspettare con ansia la prossima sessione di calciomercato dove si spera che il Napoli possa mettere da parte i rami secchi e rivitalizzare una rosa ancora incompleta. Sarà pronto De Laurentiis a soddisfare tecnico e piazza? Sarebbe un peccato non chiudere il cerchio ancora una volta, il tempo gioca a favore degli azzurri e sprecare un’altra palla break sarebbe deleterio per ambiente e società.

fonte: https://www.maidirecalcio.com/2013/11/27/napoli-questione-di-tempo-e-qualita-ma-dove-finito-higuain.html

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