Salvatore, morto di discarica, la denuncia delle associazioni contro l’ecomostro Paenzano

paenzanoTUFINO- Si può morire di discarica? Non si sa. Non ci sono studi medici concordanti sull’influenza delle emissioni inquinanti sull’organismo umano. C’è chi si batte per dimostrarlo, come il professor Antonio Giordano. Chi, come il ministro per la Salute Lorenzin attacca gli stili di vita dei campani.

Sarà. Ma intanto crescono le morti per tumore nei luoghi in cui si è costretti a convivere con gli ecomostri. E cresce il cordoglio delle comunità. Un cordoglio che si trasforma in denuncia come quello espresso da Lista Civica per Tufino per commemorare l’ennesima straziante morte registrata nel Comune che ospita due ex discariche  non ancora completamente bonificate ed un impianto per la tritovagliatura dei rifiuti che macina l’immondizia di Napoli e Provincia. Gli attivisti di Lista civica ricordano la scomparsa, avvenuta questa mattina, di Salvatore R. “strappato alla vita dal male inesorabile. Aveva casa e viveva vicino alla discarica “Paenzano”- scrivono-  ha respirato quell’aria per oltre 20 anni. Con lui abbiamo fatto un percorso di lotte e di ricorsi alla magistratura per ottenere il risarcimento di un danno. Ma la serenità e la salute nessuno le può ripagare con un compenso economico. Ciao Salvatore che la terra ti sia lieve”.

Salvatore R. aveva casa nei pressi della ex cava che per alcuni anni, fino ai primi del Duemila, ha ospitato due siti per lo sversamento dei rifiuti. Per anni ha convissuto, insieme agli altri abitanti di Schiava, con l’odore nauseabondo dei rifiuti portati nei due siti (Paenzano 1 e 2). Dopo che le discariche sono state chiuse, dopo anni di sopportazione da parte dei residenti, sia del puzzo sia dei noccioleti in rovina, è stata chiesta la bonifica di questi luoghi. Bonifica che è stata solo parziale, ed ha riguardato solo Paenzano 1.

Salvatore non è, secondo gli ambientalisti del Nolano, l’unica probabile vittima di Paenzano. Tanti i cittadini morti prematuramente dopo una battaglia lunghissima per il diritto alla salute. Un diritto violato ogni giorno, sversamento dopo sversamento, silenzio dopo silenzio.

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