Truffa dei falsi sinistri, il “certificatificio” dell’ospedale di Nola: dottoressa nolana era il tramite

ospedaleridottaNOLA- Referti di pronto soccorso falsi venduti ad avvocati per organizzare i falsi sinistri. Nell’organizzazione smascherata dalla Procura di Nola con l’operazione Jordanus un ruolo era rivestito (almeno fino all’inizio della seconda metà del 2010) da una dottoressa nolana impiegata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Maria della Pietà di Nola. La professionista, nota anche per l’impegno politico nel Pdl di Nola,  rivestiva, secondo quanto scrivono gli inquirenti, uno dei ruolo più attivi nell’ambito del sodalizio. Il suo compito era del resto cruciale, ovvero quello di fornire agli avvocati complici i primi referti medici, necessari per testimoniare (falsamente) che l’incidente c’era stato davvero, tant’è che le vittime si erano fatte visitare presso il Pronto Soccorso.

Alcune volte, si legge nell’ordinanza in cui il medico nolano è citato ed indagato, le finte vittime si recavano realmente presso il presidio sanitario di Nola. Spesso e volentieri, il referto in bianco veniva compilato dalla stessa dottoressa apponendo poi firme false. Questo sarebbe emerso dalle perizie calligrafiche e dalle testimonianze dei numerosi presunti coinvolti in incidenti stradali interrogati in Procura.

Un ruolo attivo nella vicenda lo avrebbe avuto anche una infermiera dell’ospedale di Nola, avvicinata dalla stessa dottoressa. L’infermiera fu convinta a partecipare alla truffa sistematica con l’offerta di lauti guadagni “per qualche incidente falso”. “Hai uno stipendio basso- le dice il medico- invece così puoi arrotondare”.

La partecipazione della dottoressa nolana termina nella prima metà del 2010 quando le forze dell’ordine effettuano una perquisizione nella sua abitazione. A questo punto capisce che sta rischiando molto, e rompe i rapporti. Il suo ruolo è stato poi, per alcuni mesi, ricoperto da un altro professionista.

 

 

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