Voragine nei conti del Comune, sfida tra maggioranza ed opposizione ad Avella

Pellegrino Palmieri

Pellegrino Palmieri

Domenico Biancardi, sindaco di Avella

Domenico Biancardi, sindaco di Avella

 

 

 

 

 

 

di Bianca Bianco (Il Mattino)
Avella. È guerra sui conti amministrativi. Alla vigilia dell’importante scadenza dell’approvazione del bilancio, maggioranza ed opposizione si sfidano su uno dei nodi più difficili da sciogliere per l’amministrazione: la situazione contabile del Comune e, in particolare, la copertura dei debiti fuori bilancio.
È «Centrosinistra per Avella» a passare all’attacco contestando la delibera dell’ente, la numero 43 dello scorso 9 novembre approvata in Consiglio comunale; con il documento la maggioranza ha previsto di ripianare i debiti fuori bilancio, pari ad oltre 800mila euro, anche attraverso i proventi della riscossione dei canoni enfiteutici dovuti per l’occupazione di terreni demaniali. Secondo le stime del Settore Ambiente, da questi fitti deriveranno circa 200mila euro, una boccata di ossigeno per le asfittiche casse comunali.
Ma proprio su questo passaggio della delibera insorge la minoranza che annuncia una interpellanza al Prefetto: «Non si possono utilizzare i canoni enfiteutici per ripianare i debiti fuori bilancio – spiega il capogruppo del ”Centrosinistra per Avella” Pellegrino Palmieri -. Sottoporremo la questione alla Prefettura perché riteniamo che questo provvedimento sia tecnicamente improponibile». In base a quanto esposto dalla minoranza, non si può utilizzare quella risorsa per colmare il buco in bilancio. Su questa contestazione arriva però la precisazione dell’amministrazione comunale.
«Le somme utilizzate- spiega il sindaco Domenico Biancardi – sono i soli canoni, vale a dire entrate correnti che possono coprire i debiti fuori bilancio. Sono invece escluse le affrancazioni, queste sì vincolate e non utilizzabili». Una vicenda complessa, che sarà chiarita nel prossimo consiglio. Attualmente il Comune di Avella ha un debito pari a circa 2 milioni di euro. Parte del deficit sarà colmato con le entrate previste col decreto Monti, che ha dato il via libera al pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni. Per la restante parte, si farà cassa ricorrendo anche ai canoni enfiteutici ed ai tagli boschivi, e recuperando l’evasione fiscale.
«Per risolvere questa situazione – spiega Biancardi- abbiamo effettuato uno screening dei debiti dell’ente. E’ la prima volta dopo anni in cui si è lasciato aumentare il buco contabile, che si interviene così radicalmente».

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