Falsi sinistri, si allarga l’inchiesta della Procura di Nola. Atti passano ad Avellino

tribunaleNolaNOLA- Nuovi risvolti sulle indagini che la Procura di Nola, diretta da Paolo Mancuso, sta affrontando nel frastagliato mondo dei falsi sinistri. Dopo l’eclatante indagine denominata “Jordanus” con cui i magistrati della Reggia Orsini hanno indagato 400 persone coinvolte a vario titolo nella organizzazione di frodi contro le compagnie assicurative, l’arrivo di un nuovo filone, stavolta diretto nell’area baianese, con 29 avvisi di garanzia. Anche in questo caso, nell’elenco degli indagati figurano avvocati. Si tratta di due inchieste diverse, ma che svelano il sottobosco dei falsi sinistri che viene usato da anni come ammortizzatore sociale da disoccupati e persone senza uno stipendio fisso (che truffando le assicurazioni portano a casa piccole o grandi somme facendo i falsi testimoni o i le finte vittime) e da avvocati e medici che, in spregio della loro professione, organizzano combine per assicurarsi lauti risarcimenti.

L’inchiesta Jordanus ha messo alla berlina l’andazzo che nel Vallo di Lauro e nel Nolano aveva sempre più preso piede. Nei giorni scorsi il Tribunale del Riesame di Napoli, rispetto alle istanze proposte dai legali di alcuni dei coinvolti, ha confermato l’interdizione all’esercizio della professione ma trasferito la parte relativa al Vallo di Lauro alla procura di Avellino per questione di competenza territoriale.

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