Terremoto, 130 ‘repliche’ nella notte ma le scosse forti sono state solo 3

Sono state più di 130 le repliche di magnitudo pari o superiore a 2 del terremoto avvenuto alle 18,08 di ieri nel Matese. «Di queste, 96 sono avvenute nella giornata di ieri e 34 questa mattina, e sette sono state di magnitudo superiore a 3», ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Superiore di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Sia la scossa principale sia le repliche sono avvenute lungo una faglia che si estende per circa 10 chilometri da Nord-Ovest e Sud-Est, parallelamente all’Appennino. «La faglia che si è rotta con la scossa principale potrebbe essere più piccola, con un’estensione di cinque o sei chilometri – osserva Amato – ed è normale che le repliche interessino una zona più ampia».

Tre scosse di terremoto di magnitudo 2.9, 2.3 e 3.1 sono state registrate rispettivamente alle 00:34, 2:28 e 3:18 nel Matese, teatro da ieri di uno sciame sismico la cui scossa più forte è stata registrata alle 18:08 con magnitudo 4.9. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), i sismi hanno avuto ipocentro tra i 10,4 e i 9,6 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni casertani di Castello del Matese, Gioia Sannitica, Piedimonte Matese, San Gregorio Matese e San Potito Sannitico e di quello beneventino di Cusano Mutri. Non si hanno al momento segnalazioni di ulteriori danni.

Tre scosse che sono state avvertite solo in alcuni quartieri di Napoli. Nel quartiere collinare del Vomero alcuni residenti sono stati svegliati nel sonno, nella parte bassa della città, a livello del mare, le scosse non sono state percepite. La stessa cosa era accaduta nel pomeriggio di ieri, quando la scossa registrata alle 18.08, di magnitudo 4,9, con epicentro nella zona di Piedimonte Matese (Caserta), è stata avvertita sopratutto nei quartieri alti. Al momento non vengono segnalati danni, ma il centralino dei Vigili del fuoco ha ricevuto numerose richieste di controlli e verifiche. Molte le chiamate anche alla Protezione civile della Campania, per chiedere informazioni.

Molti degli abitanti dei sei comuni dell’area del Matese, epicentro del sisma, hanno passato la notte fuori casa. Chi ne aveva la possibilità ha raggiunto i parenti altrove, molti hanno preferito dormire in macchina sotto casa, mentre alcune famiglie di Piedimonte Matese, il centro più abitato tra quelli interessati dal terremoto, hanno trovato riparo nell’oratorio di San Filippo. Pressochè deserta la struttura mercatale al coperto messa a disposizione dal Comune, in tanti hanno sfidato la paura scegliendo di rimanere nelle proprie abitazioni. Intanto, per effetto dei sopralluoghi effettuati ieri sera, il vicesindaco di Piedimonte Matese, Costantino Leuci, ha firmato un’ordinanza di sgombero per un’ala del municipio interessata dal cedimento di un pezzo di cornicione e da alcune lesioni interne. Dichiarata anche l’inagibilità della chiesa seicentesca Ave Gratia Plena a causa dei danni riportati dalla navata. Oggi le scuole e gli uffici pubblici rimarranno chiusi, mentre proseguiranno per tutto il giorno le verifiche nelle abitazioni, soprattutto quelle del centro storico e di alcuni rioni periferici. Alle operazioni partecipano i Vigili del fuoco di Caserta e Teano e i volontari della Protezione civile.

Hanno trascorso la notte all’aperto accanto a un falò e muniti di coperte anche i venti frati francescani del convento di Santa Maria Occorrevole, santuario del ‘400 che domina Piedimonte Matese, uno dei comuni in cui è stato localizzato l’epicentro del sisma che ieri ha gettato nel panico vaste zone della Campania e del Molise. «Abbiamo pensato fosse finita – racconta il frate guardiano del convento, padre Antonio – mai fatta un’esperienza così forte, come se ci fosse una forza che comprimeva il convento». Il sisma ha colto i frati mentre celebravano messa all’interno della Cappella del ‘600: «c’erano – aggiunge padre Antonio – una sessantina di fedeli ed eravamo al momento del Gloria quando abbiamo sentito un boato e a quel punto abbiamo interrotto la funzione». Il santuario francescano ha riportato danni alle facciate e all’interno delle celle, interessate da lesioni piuttosto profonde, e al campanile da cui si sono staccate delle pietre. In giornata sono previsti sopralluoghi da parte dei tecnici della Protezione Civile. Saltata la messa del mattino, la funzione potrebbe essere regolarmente celebrata nel pomeriggio.

Su segnalazione dei Vigili del fuoco, e a scopo precauzionale, l’ultimo piano dell’ospedale di Piedimonte Matese è stato fatto evacuare. Il provvedimento ha comportato lo spostamento dal reparto di pediatria e ostetricia di otto bambini. La misura si è resa necessaria a seguito di alcune lesioni rilevate nel corso dei sopralluoghi effettuati dopo la scossa di terremoto di ieri. Il resto della struttura funziona regolarmente.

Intanto una frana, provocata dal terremoto di ieri, ha determinato la chiusura dell’acquedotto comunale di San Gregorio Matese (Caserta). Al momento sono circa 1000 gli abitanti senz’acqua e riforniti con un autobotte. L’assessore regionale alla Protezione Civile della Campania, Edoardo Cosenza, riferisce che i tecnici della Protezione civile regionale e del Genio civile di Caserta stanno intervenendo ìper riparare il guasto nel maniera più rapida possibile.

Ansa

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