L’autostrada maledetta, incidenti, lavori e frane sulla A16 “stregata”

Avviso sui lavori al casello di Baiano

Avviso sui lavori al casello di Baiano

di Bianca Bianco (Il Mattino)

MONTEFORTE IRPINO- Il destino si accanisce sul tratto dell’autostrada A16 in cui sei mesi fa un pullman volò dal viadotto provocando quaranta morti. Due chilometri stregati, quelli che vanno dal 31 al 33,  su un’autostrada che non conosce pace.
Domenica sera si è verificato uno smottamento che ha invaso parte del km 33, tra Baiano e Monteforte in direzione Avellino Ovest,  e messo in pericolo la vita dei tanti automobilisti che ogni giorno la percorrono;  di ieri  l’annuncio della società “Autostrade per l’Italia” della chiusura della prima corsia della carreggiata invasa dal fango e dai detriti dei fondi circostanti.
Un provvedimento adottato per consentire di mettere in sicurezza i fondi che costeggiano l’arteria e che quando piove costituiscono un pericolo incombente.
Le operazioni di pulizia dai detriti (terriccio, sassi, fogliame, sterpaglie) si sono concluse durante la serata di domenica ed il “piano viabile” è libero e percorribile, ma, riferisce “Autostrade per l’Italia”, la chiusura è necessaria per consentire “il completamento delle operazioni di verifica e messa in sicurezza della pendice in corrispondenza di una strada comunale adiacente alle competenze autostradali, da cui ha avuto origine il movimento franoso”.
Nella nota ufficiale della società che gestisce la rete autostradale nazionale non è specificato per quanto tempo il traffico sarà interdetto sulla prima corsia, i lavori dovrebbero comunque durare alcuni giorni.
Nel tratto interessato dalla chiusura di corsia, essendo già presente uno scambio di carreggiata per i lavori di ripristino del viadotto Acqualonga in direzione di Napoli, il traffico circolerà in carreggiata est su una sola corsia per senso di marcia.
Proprio nei giorni scorsi la società autostradale aveva autorizzato l’inizio dei lavori di messa in sicurezza al chilometro 31, ovvero sul viadotto che il 28 luglio scorso fu teatro della strage di Acqualonga in cui morirono 40 gitanti di ritorno da Telese Terme. Il pullman, che secondo le recenti perizie aveva l’impianto frenante fuori uso, dopo una folle corsa finì contro il new jearsy che non resse l’impatto provocando il volo di cinquanta metri terminato in un boschetto sottostante, in località Acqualonga.
L’area fu immediatamente messa sotto sequestro, lo scorso 15 gennaio il placet per eseguire la messa in sicurezza ma anche il ripristino e l’ammodernamento del tratto per la viabilità. Il viadotto di Acqualonga è rimasto sotto sequestro per quattro mesi, dal 29 luglio all’11 novembre, per consentire le indagini degli inquirenti sulla tenuta del guard rail e sulle eventuali responsabilità di “Autostrade per l’Italia” i cui vertici sono sotto inchiesta. Proprio quando si parlava di ripristino della viabilità, questa nuova tegola per gli automobilisti che dovranno sopportare nuovi disagi. Gli stessi disagi sopportati da chi percorre la Nazionale delle Puglie che, sempre domenica sera, tra Mugnano e Monteforte è stata invasa dal fango dei terreni. Anche in questo caso uno smottamento che ha rallentato la circolazione e che ha impegnato Anas, vigili urbani e vigili del fuoco per qualche ore. Per la strada statale però non è stato adottato alcun provvedimento di chiusura, la situazione è sotto controllo.
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