Marcia per la vita, don Aniello: “I cittadini del Nolano e del Baianese devono ribellarsi”

don Aniello Manganiello

don Aniello Manganiello

di Bianca Bianco

CAMPOSANO- Perché organizzare una marcia? E perché organizzarla “per la vita”? I motivi sono tanti, e sono complessi. Ma alla fine portano ad un solo messaggio: generare il futuro, promuovere il futuro. Depositario di questo semplice ma profondo invito diffuso dalla Conferenza episcopale permanente ed ispirato al pensiero di Papa Francesco, è don Aniello Manganiello che domenica 2 febbraio sarà in testa al corteo di cittadini, associazioni e scuole che sfilerà per i paesi del Mandamento baianese, da Avella e Mugnano, per inneggiare alla vita.

La manifestazione è stata supportata da “Cittadinanza attiva”, Medici per l’Ambiente e Assocampaniafelix, partirà alle 9,30 da piazza Convento ad Avella e si concluderà a Mugnano del Cardinale in piazza Umberto I. L’iniziativa arriva in un periodo nero per il Baianese, reduce da due delitti per camorra nel 2013 e da una serie di allarmi ambientali. Questa marcia sarà, nelle intenzioni dei promotori, anche una occasione per riflettere su quanto sta avvenendo in questa parte d’Irpinia confinante con il Nolano.

Don Aniello, sacerdote donguanelliano che ha lavorato per anni nei quartieri difficili di Napoli, oggi prete nella sua Camposano e fondatore dell’associazione “Ultimi”, spiega al giornalelocale.it le motivazioni della “Marcia per la vita” che si svolgerà la prima domenica di febbraio nel Baianese.  

Don Aniello, perché una marcia per la vita? 

“Prima di tutto perché si svolgerà nella Giornata mondiale per la vita, indetta dalla Conferenza episcopale e giunta alla sua trentaseiesima edizione. E’ un invito agli italiani ad essere promotori della vita ed a difendere la vita”.

Nel Baianese e nel Nolano che significato ha organizzare una marcia come questa? 

“Un significato profondo. Seppure nelle loro diversità, questi due territori sono territori in cui per troppo tempo si è fatto scempio dei valori che fondano il vivere umano e civile, come il rispetto per l’ambiente o la legalità. Con questa marcia vogliamo sottolineare l’importanza che i cittadini alzino la testa e difendano la vita in tutte le sue espressioni. Penso ad esempio ai numerosi allarmi sull’ambiente, ai rifiuti tossici interrati nelle nostre terre, all’amianto nelle cave. Per anni si è accettato che ciò avvenisse, ora è tempo che i cittadini si dimostrino sentinelle del loro territorio”.

Come si svolgerà la marcia? 

“Sarà un corteo che si svilupperà in tappe. In ciascun paese ci sarà un momento di riflessione affidato ad un interlocutore. Abbiamo contattato il giudice Raffaele Cantone, ma ci saranno anche le testimonianze di altre persone come i ragazzi che sono riusciti a liberarsi della tossicodipendenza. Ciascuno presenterà la propria esperienza”.

 

 

 

 

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