Tammorre nella notte, in migliaia per i fucaroni di Cicciano- FOTO

CICCIANO- La solita, bellissima, festa di popolo. Si è svolta senza particolari eccessi e con grande divertimento l’edizione dei falò di Sant’Antonio Abate a Cicciano. Tantissimi “fucaroni” disseminati tra i quartieri della cittadina del palio hanno scaldato i cuori di migliaia di visitatori giunti da tutta la Campania per assistere ad una tradizione intramontabile e per accendere speranze e auspici sotto un cielo che ha risparmiato la pioggia. Gli stand gastronomici con le delizie tipiche locali hanno soddisfatto anche i palati e fiumi di vino hanno innaffiato la gioiosa festa. Il ritmo delle tammorre di Marcello Colasurdo e la paranza di Pomigliano (che si è esibito dinanzi la chiesa della Madonna degli angeli insieme a Pino Iove e la Perteca di Somma Vesuviana, Antonio Matrone e la paranza di Scafati) ha scandito la serata e la lunga notte dei falò. Una notte attesa dai devoti di Sant’Antonio e dagli appassionati del folklore locale, ma che ha suscitato anche qualche polemica a poche ore dall’allestimento dei fucaroni. A Cicciano, come in altre località del Nolano, vige l’ordinanza sul divieto di accensione di sterpaglie. In questo caso si è decisa una deroga che ha scontentato qualcuno.

 

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