Terremoto, piccola scossa sul Matese: lo sciame sismico non si ferma. I Comuni chiedono stato calamità naturale

Ancora una scossa.  Sempre lieve (2,5 di magnitudo della scala Richter) e sempre nella zona del Matese. Il sussulto di questa mattina a Piedimonte Matese  (ore 6,47)  è il segnale che lo sciame sismico, non si è ancora del tutto arrestato. Dal 29 dicembre sono oltre sessanta in tutto le scosse registrate.  E i sindaci dei comuni del Matese, epicentro del sisma del 29 dicembre scorso, chiedono lo stato di calamita’ naturale. In un documento inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai vertici delle istituzioni campane, i primi cittadini di Alife, Piedimonte Matese, Gioia Sannitica, Castello, San Gregorio e San Potito segnalano che “ricorrono le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamita’ visto che il sisma ha determinato l’insorgere di situazioni che comportano grave danno o pericolo alla incolumita’ delle persone e ai beni e che per loro natura debbano essere fronteggiati con interventi straordinari”. I primi cittadini dei comuni casertani in cui si riscontrano danni per il sisma chiedono anche una proroga della scadenza prevista dall’avviso pubblico relativo all’accelerazione della spesa dei fondi strutturali della Regione Campania, e invocano la possibilita’ di rivedere la programmazione delle risorse europee, prevedendo anche una quota da destinare alle amministrazioni municipali interessate dal sisma per riuscite a far fronte alla messa in sicurezza in tempi rapidi.

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