Meritocrazia e carriera, i dipendenti bocciano il Comune di Nola

NOLA- Condizioni di prevenzione e sicurezza sul lavoro “negative”, “basso livello” di equità e di giustizia all’interno dell’organizzazione, valutazione “non adeguata” e assenza di coinvolgimento nella definizione degli obiettivi, compiti da svolgere “poco chiari” e poche possibilità di sviluppo e carriera professionale. Queste le criticità della macchina amministrativa del Comune di Nola secondo i suoi stessi dipendenti, chiamati dal Nucleo di Valutazione dell’ente a dare i voti alla loro qualità di vita all’interno del Municipio in base al progetto “Benessere organizzativo 2013” con cui si è svolta una indagine sul personale dipendente del comune della città dei gigli.

L’indagine, che si svolge anche in altri comuni, ha come obiettivo quello di migliorare efficacia, efficienza ed economicità, i tre cardini dell’azione amministrativa. Per la prima volta il questionario è stato sottoposto anche ai dipendenti nolani e i suoi esiti sono stati resi pubblici con nota del segretario generale Montazzoli dello scorso 30 dicembre.

Alle domande i dipendenti hanno risposto anonimamente, i quesiti miravano a verificare soprattutto se i lavoratori lavorano in un clima di benessere, se c’è coordinamento, se si sentono valutati adeguatamente. Il Comune viene ‘bocciato’ dal punto di vista del premio al merito individuale e delle opportunità di fare carriera, ottengono invece una valutazione positiva la collaborazione tra dipendenti e il rispetto dello status personale del lavoratore.

La nota dà anche qualche spunto statistico. Ha risposto il 67,16 % dei dipendenti. Nella suddivisione per sesso, degli intervistati, si legge nella nota del dirigente, s”i nota una femminilizzazione non molto elevata, sono infatti presenti 44 donne ( 32,12 % ), 71 uomini ( 51,83 % ) e 22 dati mancanti (16,05 % ). Le fasce d’età più rappresentate sono quelle 51-60 (42,33 %) e 41-50 (18,24%), si nota la carenza di lavoratori fino a 40 anni (0,58%) che evidenzia un ridotto turn over dei dipendenti, causando un livello via via più alto di anzianità dell’ente. Non rispondono 27 intervistati ( 19,70%)”.

“Per questo motivo- conclude Montazzoli- occorre prendere con una certa cautela le conclusioni che emergono dall’analisi dei risultati per settore, tenendo conto della loro parziale rappresentatività limitatamente all’analisi delle criticità lamentate”.

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