Questi figli sdraiati, Michele Serra racconta il conflitto dei Grandi con la generazione smartphone

sdraiatidi Isabella Savinelli

Padre e figlio: quello del genitore è ancora il mestiere più difficile? Cosa resta della sua ormai fragile autorità di fronte al dilagare dell’indifferenza? Può ancora la parola rispettosa di un padre chiudere un discorso? Il giornalista e scrittore Michele Serra cerca di rispondere a queste domande nel suo ultimo libro “Gli sdraiati”, pubblicato da Feltrinelli nel novembre 2013. All’autore è bastato volgere uno sguardo alla sua esperienza di padre e ai ragazzi d’oggi: sono “adolescenti orizzontali”entrati nel mondo non in posizione eretta, ma sdraiati, per poterlo contemplare tutto, senza sforzi, descritti dall’autore con un senso di impotenza e di tenerezza.

Il libro racconta la rivolta dei padri contro i figli e getta luce sull’oscuro e anomalo mondo degli adolescenti di oggi. Brenno Alzheimer, alias Michele Serra, è in procinto di scrivere “La Grande Guerra Finale”, un libro in cui racconta uno scontro tra titani: i Vecchi, più resistenti e risoluti, contro i Giovani, pochi e sonnolenti. Brenno racconta anche la sua esperienza di padre: suo figlio “Tizio” è il classico diciottenne: l’autore passa molto tempo ad osservarlo, sforzandosi di non destare atteggiamenti per lui inconcepibili, cercando di comprendere la sua natura intrinseca, senza mai, però, arrivare a una conclusione. Un pomeriggio gli si avvicina un po’ per cogliere la sua essenza e lo descrive, con ironia e celato dissenso, sdraiato sul divano tra briciole e cuscini con addosso e tra le mani iPhone, pc e smartphone e, in seguito, descrive scene avvilenti di vita quotidiana sempre incentrate sull’inettitudine e sulla leggerezza dei giovani. Ma, prima che la battaglia tra i Vecchi che lavorano e i Giovani che riposano abbia inizio, Serra esprime un desiderio: vorrebbe che suo figlio lo seguisse in una scalata al Colle della Nasca, forse il suo desiderio è quello di ripercorrere con suo figlio la scalata fatta col padre e, per una volta, cambiare prospettiva, sdraiarsi mentre suo figlio incombe in alto su di lui.

In questo imperdibile libro Michele Serra ci parla, attraverso il suo caso personale, di una tipologia di padre che non ha più a che fare con figli intimoriti dalla sua irremovibile autorità, né con figli ribelli che contestano la sua patria potestà. Oscurando, però, tutti quei giovani che vivono di desideri, mossi da interessi concreti, spinti da un costante spirito di miglioramento e, generalizzando forse un po’ troppo quella fetta inetta e goffa di adolescenti, l’autore ci presenta “i figli di oggi” come dei ragazzi che preferiscono la televisione allo spettacolo della natura, che amano la bandiera bianca e non quella dell’ideale, capitati in un mondo dove “tutto rimane acceso, niente spento, tutto aperto, niente chiuso, tutto iniziato, niente concluso”. “Gli sdraiati” è un libro tenero e struggente, la vena ironica e satirica di Michele Serra si alterna a momenti di grande nostalgia e lirismo: tra questi i suoi tentativi di intraprendere il dialogo con il figlio partendo dalla scalata del monte Nasca per rinsaldare il legame tra un padre che sa cosa significa stare in famiglia, godere di una passeggiata coi propri cari e un figlio che invece sembra non capire tutto questo senso di appagamento paterno. Di sicuro, ribatte Serra, un ruolo fondamentale lo ricoprono i genitori: amare ed educare un figlio, quando da piccolo angelo inetto si trasforma in un tuo simile, richiede pazienza, forza d’animo, autorevolezza, severità, generosità, esemplarità, virtù che vale la pena impiegare perché, in fondo, sono i figli, “i giovani” e non “i vecchi” a dover vincere la guerra della vita.

 

AUTORE: Michele Serra

TITOLO: Gli sdraiati

EDITORE: Feltrinelli

ANNO: 2013

PAGINE: 112

PREZZO: 12.00€

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