Spazzatura e miasmi, allarme inquinamento per il Clanio ad Avella e Tufino- FOTO

di Bianca Bianco
AVELLA-  Allarme inquinamento per il Clanio. Il corso d’acqua che attraversa Avella è in questi giorni un fiume in piena di immondizia e pattume. Una discesa libera di spazzatura trasportata dall’acqua che, complici le nevi che si sono sciolte col mitigarsi delle temperature e che hanno aumentato il livello del Clanio, trasporta a valle di tutto.
Il torrente così ingrossato appare una discarica, ed a subirne le conseguenze sono anche gli abitanti che risiedono lungo le sponde. Particolarmente difficile, in certi giorni, la situazione in via Lungoclanio dove i miasmi causati dall’immondizia portata dal fiume si avvertono soprattutto di sera appena il clima si fa più caldo. Un problema con cui convivono da sempre.
Una situazione che impensierisce le associazioni ambientaliste anche nel vicino agro nolano e che ha spinto il Comitato “Salute Ambiente” e i rappresentanti di “Insorgenza civile” di Tufino, cittadina pure attraversata dal “lagno”, a porre il problema della sua bonifica ed a rappresentare la sua condizione attraverso un dossier fotografico che mostra il livello di inquinamento raggiunto dal Clanio. La situazione denunciata a Tufino nella frazione di Risigliano è identica ad Avella.
Anche nella cittadina mandamentale sono le foto ad immortalare lo stato del corso d’acqua; nell’alveo è possibile in questi giorni vedere di tutto: da vecchi elettrodomestici al centro del torrente agli pneumatici impigliatisi nella fitta vegetazione che lo costeggia, e poi scarti di lavorazione tessile, carcasse di auto, plastica, secchi di vernice, materiale edile di risulta, persino ossa di animali gettati dai pastori direttamente nel canale.
In alcuni punti, quelli in cui si trovano le costruzioni in cemento che vincolano il passaggio del fiume , la situazione è particolarmente critica perché l’accumulo di rifiuti e sterpaglie sta creando dei ‘tappi’ che costituiscono un rischio serio: in caso di forti precipitazioni il lagno potrebbe straripare laddove gli argini sono più fragili. Non va meglio lungo le anse, le piccole insenature sono il luogo ideale, per alcuni, per sversare buste di spazzatura. Uno scempio che è stato anche oggetto di un esposto del Corpo forestale dello Stato, nelle scorse settimane. Gli agenti segnalarono quanto avveniva alla Procura di Avellino, in attesa di eventuali provvedimenti. In attesa di una bonifica o di interventi che servano a ostacolare chi trasforma il Clanio in cloaca, gli ambientalisti di Tufino lanciano una proposta: organizzare una assemblea sulla tematica dell’inquinamento proprio su uno dei ponticelli che si affacciano sul martoriato canale.
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