Bere per sfida, la folle moda del Neknominate arriva anche da noi: è allarme nel Nolano

neknominatedi Bianca Bianco

NOLA- “Mario, sei stato nominato quindi devi bere entro 24 ore”. Mario risponde alla sfida e rilancia: “Ho bevuto, nomino Carmen e Michele. Dovete bere entro 24 ore. Chi non beve, paga”. E’ l’ultima follia del web che si sta diffondendo a macchia d’olio anche a Nola e nell’hinterland. Si tratta del pericoloso gioco soprannominato “Neknominate”, nato in Sudafrica e diffusosi, come sempre accade con i cattivi esempi, anche in Italia. E ora anche nel Nolano. Basta fare un giro sulle bacheche dei giovanissimi per rendersi conto di cosa si tratti e delle dimensioni del fenomeno. Si incrociano video nei quali ragazzi e ragazze, spesso molto giovani, hanno in mano un bicchiere o una bottiglia (solitamente di birra) e la trangugiano in un sorso o quasi perché sono stati ‘nominati’ e devono stare al gioco. Ma possono coinvolgere altri amici in una catena alcolica di Sant’Antonio in apparenza goliardica, in realtà pericolosa. Lo dimostrano i casi di giovani finiti in coma etilico, sia in Italia che all’estero, perché nella gara di bevute hanno alzato troppo il gomito, risposto a troppe nomination e bevuto troppe birre e liquori.

Il caso è scoppiato da alcune settimane, dopo i primi ricoveri di ragazzini riempitisi di alcol. Ed è scattato l’allarme. Sono nati anche gruppi contro Neknominate che invitano i nominati a non rispondere alla sfida ed a rilanciare con gare di solidarietà o competizioni a sfondo benefico, invece di sfondarsi con birra e superalcolici. Nell’area nolana le prime catene sono partite da diversi giorni, e coinvolgono liceali e universitari in una spirale ad alta gradazione alcolica. Diversi i video intercettati in rete, in apparenza innocui. C’è chi risponde alla nomination in maniera scherzosa, magari facendo finta di bere, bevendo un piccolo sorso di birra o bevendo tè. Ma c’è anche chi si prende sul serio, e scola un grosso bicchiere in attesa della prossima nomination. Non ci sono limiti, non ci sono controlli, c’è solo il gusto di competere ed eccedere. E la competizione, unita all’eccesso, si sa, genera mostri.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online