Floro Flores cuore partenopeo, vuole adottare Carmine Francesco: ma non sono un eroe

florofloresdi Bianca Bianco (Il Mattino)
Cuore napoletano. Di goal, nella sua lunga carriera di attaccante, finora ne ha segnati novantuno. Il più bello,  però, l’ha segnato fuori dal rettangolo verde. Non con un gesto atletico ma di amore. Antonio Floro Flores, calciatore del Sassuolo, 31enne nato e cresciuto nel quartiere napoletano di Fuorigrotta ed ex del Napoli, è il giocatore che lo scorso 25 marzo ha chiesto alla direzione dell’ospedale “Moscati” di Avellino come fare per avere in affido Carmine Francesco. La sua identità finora era stata blindata dallo stretto riserbo di chi aveva ricevuto la chiamata con la richiesta di informazioni sul trovatello della Circumvesuviana. Poi il suo nome è filtrato dall’ambiente sportivo, la conferma infine è arrivata dal suo procuratore, l’agente Fifa Paolo Palermo. In serata poi l’attaccante ha confermato su Twitter, rispondendo ai tifosi: “Dopo avere visto il piccolo Francesco, abbiamo seguito quello che dettava il cuore. Sono padre prima che calciatore, non certo un eroe”. E ancora: “Ci atteniamo alle procedure (di affido ndr) nel rispetto delle regole e delle persone”.
IMG-20140328-WA0012
Floro Flores si è da subito interessato alla storia del neonato abbandonato nella stazione della Circumvesuviana di Baiano. Toccato dalla drammatica cronaca del ritrovamento del piccolo in una busta poggiata sotto il sediolino del vagone di un Metrostar, insieme alla moglie Michela ha deciso di chiedere informazioni, di interessarsi delle sorti del bimbo e chiederlo in affido. L’attaccante cresciuto tra le file del Napoli, squadra della sua città, oggi milita ancora in serie A ma indossa la maglia del Sassuolo. Nella sua stessa compagine gioca anche Gaetano Masucci, sportivo originario di Baiano, il paese in cui Carmine Francesco è stato trovato dal macchinista al capolinea della ferrovia ed in cui pochi giorni dopo è stato registrato all’Ufficio Anagrafe dallo stesso dipendente della Vesuviana. Ancora una volta uno straordinario incrocio di destini, di storie, di vicende umane che stanno trasformando la triste vicenda del bimbo abbandonato dalla mamma,  in una fiaba. Uno dei protagonisti di questa pagina di cronaca che ha commosso l’Italia è diventato Antonio Floro Flores, attaccante dal cuore d’oro che ha già una bellissima famiglia. Con la moglie Michela Di Miglio ha tre figli in tenera età, Armando, Aurora e Ginevra. Un amore iniziato tra i banchi di scuola, quando entrambi erano poco più che adolescenti, sbocciato e rinsaldatosi nonostante le trasferte e poi i cambi di  casacca del calciatore. Prima nel Napoli, poi nella Sampdoria, nel Perugia, nell’Arezzo, nell’Udinese e nel Genoa. Nel 2011 un anno all’estero, in Spagna, dove ha giocato nel Granada ed infine il ritorno nel campionato italiano: Genoa ed infine Sassuolo.  Una carriera lunga e di buon livello, costellata dalle convocazioni nelle Nazionali di calcio juniores. All’impeccabile curriculum sportivo si aggiunge quello umano. Legato alla famiglia ed alla sua città, è stato autore di altri gesti di solidarietà. La sua maglia, la numero 83, è andata diverse volte all’asta per sostenere iniziative di beneficenza, mentre dalla sua pagina ufficiale su Facebook è solito lanciare messaggi di vicinanza e sostegno,  ma soprattutto pubblicare le foto dei tre adorati figli. Un papà ed uno sportivo dalle doti umane da scudetto, come dimostra l’ultimo gesto, la richiesta di avere in affidamento Carmine Francesco. Una richiesta che potrà essere valutata dal Tribunale dei Minori, che però individuerà la famiglia affidataria solo sulla base dei criteri previsti dalla legge e partendo dal lungo elenco di coppie che aspettano da anni di avere un bambino. I giudici minorili, cui il primario del reparto Neonatologia- in cui ancora oggi si trova Carmine Francesco- ha dichiarato che il bimbo è dimissibile, decideranno in tempi brevissimi. Già martedì prossimo l’angelo della Circum avrà dei genitori affidatari e una nuova casa. Col tempo arriverà poi l’adozione definitiva. La madre ed il padre naturali non lo hanno riconosciuto, e forse non lo faranno mai. Lasciandolo libero di diventare un bambino normale e non più un trovatello. E di uscire dalla fiaba per entrare in una vita reale e felice.
Print Friendly, PDF & Email



Utenti online