Munnezza tour tra le discariche, la marcia degli ambientalisti parte da Cicciano

di Nello Lauro (Il Mattino)

CICCIANO. Un “munnezza” tour. Una marcia da brividi per “visitare” le dieci discariche cittadine infestate da rifiuti tossici. Una battaglia senza quartiere quella delle associazioni ambientaliste “Assocampaniafelix”, “Comitato per la difesa dell’Agro Nolano” e il “Movimento” contro l’inciviltà e contro l’inerzia delle istituzioni. I presidenti Gennaro Esposito, Gennaro Allocca e Carmine Duraccio hanno fotografato in maniera impietosa la difficile e critica situazione ambientale di Cicciano e delle sue 10 discariche abusive disseminate e mai bonificate fin dal 2009 sull’intero territorio dell’ex città della pasta. Un dossier presentato anche al prefetto di Napoli e diventato ora anche una marcia simbolica a cui sono stati invitati parlamentari, politica locale, polizia provinciale, vigili urbani e don Aniello Tortora, direttore dell’Ufficio Problemi sociali e lavoro Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato della diocesi di Nola, delegato dal vescovo Beniamino Depalma. Uno scempio, un brutale sfregio alla natura di quella che una volta era una Campania Felix: amianto gettato da più di un anno in mezzo agli alberi di noce e nei regi lagni, rifiuti bruciati un mese fa a ridosso dell’alveo e che hanno portato alla chiusura di una strada comunale, una costruzione abusiva piena di spazzatura con una canna fumaria in eternit. Un quadro devastante e inquietante che ogni giorno vede aggiungersi altre pennellate di inciviltà. Per la bonifica servono almeno 100mila euro ma il sindaco Raffaele Arvonio dice: “Ora per effettuare una bonifica bisogna seguire tutto un iter ma il problema è sempre lo stesso, abbiamo una mancanza di fondi che in questo momento storico hanno tutti i comuni”. “Il Comune di Cicciano non ha mai provveduto e la situazione degenera – tuona Allocca – con questo criterio il diritto alla salute sta cedendo il passo alla ragione economica, non mi pare che nella Costituzione italiana ci sia scritto questo”. Ma qui la paura delle patologie tumorali resta alto: “Il tasso di patologie tumorali e malformazioni nella zona è elevato – afferma il medico ambientalista Gennaro Esposito – in questa area abbiamo un aumento del 24% di mortalità con picchi fino al 50% considerando i centri più urbanizzati come Nola, Palma Campania e Marigliano”. “Molti di noi hanno perso familiari per questa violenza all’ambiente – dice Carmine Duraccio – bisogna vigilare e denunciare”. Oltre ai soldi c’è di mezzo anche la burocrazia come dice il comandante della polizia locale: “Abbiamo – dice Fulvio Testaverde – ripetutamente chiesto nel corso del 2013 all’Arpac un atto preliminare, cioè il campionamento dei rifiuti: dopo varie sollecitazioni, ci hanno risposto il 18 settembre, ora abbiamo a disposizione 20mila euro ma non bastano”. Alla “marcia” presente un solo deputato, Massimiliano Manfredi: “Queste discariche di amianto a cielo aperto come altre sono figlie di distorti processi di smaltimento aziendale. Per affrontare queste micro bombe ecologiche da settembre e fino al 31 dicembre 2014 abbiamo inserito nell’Ecobonus la possibilità per i privati di detrarre fiscalmente la bonifica ambientale fino al 65%. Un provvedimento determinante per abbattere i costi – soprattutto in una Regione come la Campania dove a tutt’oggi non esiste un impianto di smaltimento dell’amianto. Per evitare ulteriori scempi è necessario un sistema di videosorveglianza centralizzato con i comuni consorziati, unico modo per monitorare sversamenti su territori così vasti e che di solito avvengono di notte e per superare i limiti del sistema provinciale che non ha mai funzionato”.

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