Neonato abbandonato, controlli su stranieri censiti a Cicciano. La madre di Carmine Francesco ricercata in tutta Italia

Il piccolo abbandonato a Baiano

Il piccolo abbandonato a Baiano

di Bianca Bianco (Il Mattino)

BAIANO- Ricerche estese in tutta Italia per rintracciare la madre di Carmine Francesco. Ma sono Napoli e l’area nolana le zone in cui maggiormente si concentra l’attenzione dei carabinieri cui spetta di risalire, attraverso il filo di Arianna delle tracce e delle indiscrezioni, alla persona che ha avuto il coraggio di disfarsi di un bambino venuto al mondo da pochi giorni.
Nelle mani degli investigatori che da domenica seguono il caso del piccolo abbandonato nel vagone di coda del Metrostar ci sono molti elementi ma purtroppo non ancora quello decisivo. “E’ come cercare un ago in un pagliaio” rivela una fonte vicina agli inquirenti.
Da quando è emerso che la donna di presunta origine nordafricana, vestina alla maniera musulmana e col capo coperto da un hijab- velo islamico particolare che copre capo e collo ma non il viso-  sarebbe scesa a Napoli, stazione Garibaldi, le attività già febbrili dell’Arma e della Procura si sono fatte più complicate. Ieri mattina si è svolto un nuovo incontro tra i vertici dell’Arma, tra cui i rappresentanti della Compagnia di Baiano che segue le indagini, e il sostituto procuratore Venezia. L’attenzione sulla vicenda dell’angelo della Vesuviana, divenuto simbolicamente il figlio di tutta la comunità irpina, è altissima soprattutto da parte dell’opinione pubblica per questo si procede con cautela ma anche mettendo in campo ogni risorsa investigativa.
I filoni da seguire sono due: uno emerso dalle immagini del Metrostar, l’altro dalla testimonianza del bigliettaio di Avella che avrebbe staccato il biglietto di ritorno alla ragazza col capo velato. Secondo quanto emerso dalla registrazione del viaggio di ritorno, la persona che ha abbandonato Carmine Francesco sarebbe scesa prima delle 17 nell’affollata stazione di Napoli per far perdere le proprie tracce. Qui si dovrà cercare nella numerosa comunità islamica ed eventualmente risalire ad altre registrazioni video di telecamere poste lungo il possbile percorso della madre del piccolo. Un lavoro impossibile.
Il bigliettaio della stazione di Avella invece ricordava che la ragazza avrebbe chiesto un biglietto da un euro e trenta, affermando di dovere scendere a Cicciano. La cittadina si trova a soli cinque km da Avella, poche decine di minuti in treno, ed ha una piccola comunità di immigrati nordafricani. E’ anche qui che la macchina inquirente si sta muovendo con l’aiuto dei comandi stazione dell’area nolana. Nelle scorse ore i militari dell’Arma hanno passato al setaccio i luoghi frequentati da donne musulmane che corrispondono alla descrizione, ed effettuato controlli sul censimento dei cittadini stranieri residenti a Cicciano. Nessun elemento viene trascurato, mentre il fotogramma col volto della donna, ricavato dal video del Metrostar, sarebbe stato diramato a tutte le caserme d’Italia già il giorno dopo il ritrovamento del piccolo. Il fermo immagine che rende della donna è il fulcro delle ricerche: si cerca una donna di più circa trent’anni, dai tratti nordafricani, esile e vestita con tunica e velo islamico scuri. Un identikit che potrebbe aiutare a risolvere il mistero del trovatello della Circum.
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