di Bianca Bianco (Il Mattino)

BAIANO- Figlio d’Irpinia da sette giorni. Era una domenica fa quando sotto un sole marzolino il viso di un bambino ha catturato il cuore di tutta Italia. La sua storia, l’abbandono in una busta poggiata sotto un sediolino dell’ultimo vagone di una Metrostar, ha creato grande commozione. E sul suo futuro, quando mancano pochi giorni al superamento della scadenza dei dieci giorni per il riconoscimento da parte della madre, si concentrano speranze e attenzioni dell’intera provincia. Nel frattempo Carmine Francesco resta lì, al caldo della nursery del “Moscati”, coccolato dai medici e dal personale, riempito di attenzioni e regali. Tante mamme e papà per lui che dei genitori forse ha conosciuto solo la mano che lo ha riposto in un fagotto coprendolo con qualche straccio.
Le indagini- Ad una settimana dal ritrovamento del bimbo presso la stazione della Circumvesuviana di Baiano, capolinea della tratta che collega il Nolano a Napoli, non è arrivata l’auspicata svolta investigativa. Le indagini sono affidate alla Compagnia carabinieri di Baiano, diretta dal capitano Giuseppe Ianniello, e coordinate dal sostituto procuratore Maria Teresa Venezia e dal Tribunale dei Minori di Napoli. Molti i punti emersi nel corso di una sola settimana di ricerche, ma manca il tassello che completi il puzzle di indizi e indiscrezioni. L’identikit della donna è l’elemento principale da cui si parte. Si tratta, ormai è certo, di una donna maghrebina di più di 30 anni, musulmana o che ha utilizzato abiti musulmani per camuffarsi. Indossava una tunica nera lunga ed un cappotto scuri, sotto la tunica un paio di jeans e stivali e un hijab a coprile collo e capo. E’ salita alle 13,40 alla stazione di Pratola Ponte, vicino Pomigliano,  su un Metrostar etr 839, nella carrozza 203, in quel momento vuota. Alle 14,14 è scesa ad Avella dopo aver spostato il bimbo dal portapacchi al sediolino. Carmine Francesco è stato trovato a Baiano intorno alle 15 grazie all’intervento di un macchinista e di un addetto alle pulizie. La donna intanto faceva il biglietto nella stazione di Avella ed alle 15.20 era sullo stesso Metrostar che riprendeva la marcia al contrario. E’ entrata in uno scompartimento vuoto, si è assicurata che non ci fosse più il bambino ed ha proseguito fino a Napoli, piazza Garibaldi, dove è arrivata prima delle 17. Con lei non c’era nessuno, non ha mai parlato al telefonino. I suoi spostamenti all’andata ed al ritorno sono stati immortalati dai video del Metrostar messi a disposizione dalla Circumvesuviana. Questa la ricostruzione completa dei movimenti della donna, nelle ultime ore i carabinieri stanno lavorando non più sui filmati ma sul campo anche verificando i cittadini stranieri censiti tra Baianese e Nolano.
Carmine Francesco- Le condizioni dell’angelo della Circumvesuviana non hanno mai destato preoccupazioni. Una leggera acidosi metabolica subito corretta, il piccolo era in salute, si è stabilito che era stato allattato subito dopo la nascita, avvenuta intorno al 12 marzo, ed è stato messo per i primi giorni in incubatrice. Da quando è stato salvato sono arrivate al Moscati ed al Comune di Baiano migliaia di richieste di adozioni. Ma l’iter previsto dalla legge è molto rigido. Il bambino, su delega del primario Amatucci, è stato dichiarato all’anagrafe di Baiano dal macchinista che lo trovò. La mamma ha tempo fino al 26 marzo per riconoscerlo. Viceversa, ci sarà il via libera per l’adozione.