25 anni fa la strage di Hillsborough, il racconto

di Claudio Cafarelli (maidirecalcio.com)

In questi giorni l’opinione pubblica inglese è scossa dall’inchiesta sulla strage di Hillsborough, accaduta ben 25 anni fa e che portò alla morte di 96 persone. Noi vogliamo raccontarvi cosa successe quel giorno e quali furono le conseguenze di una delle pagine più drammatiche nel mondo dello sport.

Era il 15 Aprile 1989, l’Inghilterra era ancora alle prese con la squalifica delle sue squadre a tempo indeterminato dalle Coppe europee per la strage dell’Heysel e allo stadio Hillsborough a Sheffield era in programma la semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest.

Ovviamente come in ogni partita che si rispetti, ogni tifoseria aveva il proprio settore ma fin dall’inizio l’assegnazione delle zone stabilite non risultò efficiente, infatti i tifosi del Liverpool dovevano occupare la “Leppings Lane” settore a sinistra della tribuna centrale con 14.600 posti, mentre ai supporters del Nottingham Forest venne affidata la più capiente curva opposta denominata “Spion Kop End”, quasi 21.00o posti a fronte di un numero decisamente minore di tifosi.

Questa “stranezza” , in quanto il Liverpool aveva nettamente più seguito del Nottingham, determinò  un afflusso anomalo verso gli spalti. Infatti la Leppings Lane possedeva solo 6 ingressi, contro gli oltre 60 dei tifosi del Forest, e a mezz’ora dal calcio d’inizio il settore dei Reds era decisamente vuoto.  Questa lentezza nell’occupare i posti, determinò la decisione da parte della polizia di aprire un’altra entrata, il purtroppo famoso Gate C, un grosso cancello posto all’ingresso di un tunnel, privo di tornelli e che portava all’interno della Leppings Lane e degli ingressi laterali.

Mancando pochissimi minuti all’inizio della partita, i tifosi iniziarono ad accalcarsi, i pullman dei supporters del Liverpool arrivarono in netto ritardo per il traffico e gli stessi si diressero presso il Gate C che portava alla zona centrale della stessa curva, con una capienza decisamente bassa, circa 2000 posti. Il settore iniziò subito a riempirsi, più del dovuto purtroppo, la marea di gente iniziò ad affluire e il tunnel iniziò a riempirsi in tal modo da schiacciare gli spettatori già all’interno della Leppings Lane verso le recinzioni che dividevano gli spalti.

Intanto la partita era iniziata, dopo 6 minuti fu sospesa su segnalazione della polizia, ma l’allarme non venne dato per l’evidente situazione di pericolo, bensì per il pericolo di invasione di campo, in quanto i tifosi cercavano una via di fuga verso il manto erboso, quindi gli ufficiali intervennero con cariche per impedire ai tifosi di trovare l’unica via d’uscita necessaria per evitare lo schiacciamento. Le vie di fuga erano chiuse, la calca umana si faceva sempre più pressante e imponente, la polizia impediva la possibilità di aprirsi uno spiraglio di libertà presso il campo e dopo alcuni tragici minuti si capì l’enorme tragedia.

Si aprirono i cancelli, la Leppings Lane non era piena, in mezzo alla calca persero la vita 96 persone, schiacciate e soffocate, di cui 2 decedute in ospedale e ci furono ben 766 feriti, 200 di questi in maniera grave.

Si cercò di fare luce, ma per almeno 20 anni, i tifosi del Liverpool vennero presi letteralmente in giro. Subito dopo i fatti, l’indagine, secondo il rapporto Taylor, evidenziò i problemi di organizzazione ma il processo non fece luce, anzi gli stessi supporters del Liverpool presenti quel giorno furono considerati responsabili della strage, ritenendo più semplice attribuire la colpa al fenomeno Hooligans che all’incompetenza della Polizia; il Sun dopo la tragedia titolò in prima pagina atti di depredazione dei tifosi.

“La verità:
-Alcuni tifosi hanno sfilato i portafogli dalle tasche delle vittime
-Alcuni tifosi hanno orinato sui coraggiosi poliziotti
-Alcuni tifosi hanno picchiato i paramedici mentre rianimavano i feriti”

Furono queste le parole del Sun sbattute in prima pagina, ma quei presunti testimoni anonimi che le riferirono non furono mai riconosciuti, anzi numerosi tifosi aiutarono i soccorritori e i feriti. Da allora la gente di Liverpool non compra più il tabloid “The Sun” , il boicottaggio dura ancora e viene rinnovato il 15 aprile di ogni anno; nella curva “Kop” dello stadio di Anfield Road, dove gioca il Liverpool, l’orologio è sempre fermo alle 15.06, ora del fischio di sospensione di quella tragica partita del 1989.

Ma passiamo ai giorni nostri con l’analisi dell’Hillsborough Independent Panel che potrebbe essere la base per una nuova inchiesta. Nel testo si afferma che 41 persone potevano essere salvate, che i tifosi del Liverpool non sono stati la causa del disastro e che i soccorsi tardarono ad arrivare decretando la morte di almeno 59 persone.

L’analisi dei filmati e delle versioni riportate dai documenti permette di verificare numerose lacune operative da parte della polizia del South Yorkshire e addirittura la possibilità che le inchieste ufficiali siano state inquinate con l’obiettivo di scaricare tutte le colpe sui tifosi e liberare agenti e soccorritori.

Questi documenti, questa verità, questi sconcertanti dati hanno spinto il premier Cameron a chiedere scusa ai parenti delle vittime per la doppia ingiustizia a cui non è stato posto rimedio per così tanto tempo.

Ma per capire la gravità dei fatti vi lascio con le parole del vescovo di Liverpool che appresa la notizia ha dichiarato:

 “Per quasi un quarto di secolo, le famiglie delle 96 vittime e i sopravvissuti hanno dovuto curare una ferita aperta, in attesa delle risposte alle domande”

fonte:  https://www.maidirecalcio.com/2013/04/15/strage-di-hillsborough-il-racconto.html

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