Class action per i malati di tumore, la crociata parte dal Nolano

cortestrasburgodi Nello Lauro (Il Mattino)

CICCIANO- Una crociata “legale” per ottenere giustizia e un risarcimento. Una class action per tutti quelli che vivono nella terra dei fuochi, si sono ammalati e sono deceduti per cancro dal 1997. Un ricorso (gratuito) da presentare alla Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo: è la campagna lanciata da uno studio legale di Cicciano che ha già raccolto le istanze di 50 persone che sono state vittime di patologie tumorali. Bastano la cartella clinica e un certificato di residenza storico per avviare l’azione contro lo stato italiano: “Vogliamo dare ai cittadini la possibilità di ottenere un giusto risarcimento – dice l’avvocato Aldo Miele, 49 anni, promotore della campagna mediatica – ma i tempi sono stretti e abbiamo tempo fino al 22 aprile per avviare e completare al meglio la pratica. La zona del nolano ha pagato e paga un tributo altissimo in termini di morti e patologie, qui, sopratutto a Nola e a Camposano dove, come certificato nelle ultime settimane dagli istituti di ricerca, si sono registrati aumenti di malattie al colon e alla tiroide”. Sono i dati che emergono dalla ricerca dell’Istituto per i tumori “Pascale” di Napoli che ha effettuato uno studio in diversi Comuni della Campania per formare una mappatura suddividendo i paesi coinvolti in fasce: rosso per l’area ritenuta maggiormente a rischio; rosa per i comuni a rischio moderato; bianco per le città che non presenterebbero elementi di pericolosità. In questa mappatura Nola figura nella prima tabella, relativa alla mortalità tra donne per tumore al fegato. Rientra nella fascia rossa perché presenta “differenze statisticamente significative” rispetto ad altre zone della Campania. Mortalità in eccesso tra i maschi per tumore al fegato, invece. Per quanto riguarda Camposano, si registra invece una mortalità in eccesso per “tutti i tumori”. Nella class action saranno allegate le schede che certificano l’aumento delle malattie tumorali nell’area nolana e l’elenco dettagliato di oltre 100 discariche tra Nola, Acerra, Marigliano, Visciano censite dalle forze dell’ordine negli ultimi anni. Sversatoi di ogni genere e dimensione con scorie di fonderie, fluff, amianto, polveri grigie, fusti tossici che hanno deturpato territorio e favorito, in alcuni casi, l’insorgere delle patologie tumorali. “E’ una class action dovuta – continua Miele – perché lo stato italiano doveva e poteva desecretare le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone in modo che i cittadini del nostro territorio potessero scegliere di vivere qui o decidere di andare altrove con le proprie famiglie: è un’omissione grave, è un reato, la nostra vita è stata deprezzata”. Ora è una corsa contro il tempo perché il 30 aprile (6 mesi dopo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia) scadono i termini per presentate il ricorso alla Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo: sarebbero violati gli articoli 2 (sui valori del rispetto della dignità umana) e 10 (diritto all’informazione mancata) della costituzione europea.

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