Francesco Gaglione, il pittore affetto da autismo che dipinge il suo Cosmo

Francesco Gaglione

Francesco Gaglione

di Bianca Bianco (Il Mattino)

BAIANO- Dipingendo il  “Cosmo” ha raccontato il suo universo. E lo ha fatto conoscere a chi non sapeva interpretare il suo mondo racchiuso nel silenzio della malattia.  Con i pennelli ed i colori Francesco Gaglione  ha abbattuto il muro della disabilità, così oggi si esprime disegnando la sua interiorità su una tela bianca. Affetto da autismo dall’età di cinque anni, sta diventando un artista affermato e riconosciuto.
Le sue opere hanno fatto il giro di mostre e gallerie, sono richieste ed hanno ricevuto recensioni entusiastiche. A ventisei anni è un pittore prolifico e stimato che nonostante le difficoltà che la vita gli ha frapposto ha trovato nell’arte un canale di comunicazione intenso ed universale, che arriva ovunque molto più delle parole. Parole che, da quando si ammalato,  dispensa poco e con difficoltà.
Francesco Gaglione è nato nel 1987 i  ed ha sempre vissuto a Baiano. In tenera età i suo genitori, il papà è imprenditore edile, la mamma casalinga, hanno con dolore scoperto che il loro bimbo si era rifugiato nel guscio impenetrabile dell’autismo. Ma non si sono persi d’animo. Anzi. Francesco ha da subito intrapreso un percorso di riabilitazione, fatto di terapie e consulti, che ancora lo accompagna. Oggi frequenta un centro specializzato a Nola, tre volte a settimana, e qui condivide coi suoi terapisti esperienze di crescita e di interazione importanti. Tra queste, quella attraverso la quale si è scoperta la sua innata vena artistica e la sua passione per la pittura. A folgorare i suoi familiari e chi ogni settimana lo segue presso il centro di Nola, è stata una sua opera, dipinta nel corso di un laboratorio artistico organizzato per i ragazzi diversamente abili ospiti della struttura.
"Cosmo"

“Cosmo”

Quell’opera si chiama “Cosmo”: pennellate blu e rosse, a volte rabbiose, a volte delicate, che disegnano immaginarie costellazioni e satelliti di uno spazio che Francesco esplora con la mente e i colori. Un talento esploso come quei segni di pittura sulla tela, che chi ha riconosciuto ha voluto far conoscere al altri. E’ nata così la partecipazione alla seconda edizione del Premio Biennale Internazionale d’arte di Asolo nel 2012.

In seguito la stessa operata è stata esposta alla  Biennale di Verona. Da allora Francesco ha dipinto molto, i suoi quadri sono esposti anche nel centro che lo ha in cura, ed i genitori le spediscono in ogni parte d’Italia in cui l’arte di Gaglione è richiesta e apprezzata.
Intorno al suo talento ed alla sua storia è poi nato il laboratorio stabile “artisti del deragliamento” , un laboratorio in cui artisti dell’Accademia lavorano con altri ragazzi affetti da autismo, utilizzando ceramica, cartapesta o le tavolozze.  Una galleria che trasforma il mondo fragile degli autistici in arte e sollievo. Francesco del resto trae grande giovamento dalla pittura, che è diventata terapia: “Quando dipinge si rilassa e sta bene con se stesso e con chi è intorno- racconta la sua terapista-. Creare gli dà pace”. E creare sembra pure la forma di espressione che predilige, le cui potenzialità sono riconosciute da critici che hanno visto e recensito i suoi quadri definendoli espressioni di una vera e propria “poetica dei sentimenti”, “un’arte fatta di una luce che sovrasta le tenebre e brilla più bella che mai”.
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