Infarti, femori rotti e cesarei: ospedale di Nola maglia nera

Ospedale di Nola, 550 cicogne...

NOLA- Troppi cesarei, troppi decessi dopo un ricovero per infarto e troppi ri-ricoveri dopo scompensi cardiaci. Bollino rosso per gli Ospedali Riuniti area nolana di Nola, che riescono ad ottenere una promozione solo in tema di cure pneumologiche. E’ l’estrema sintesi del dossier elaborato dalla rivista scientifica “Focus Salute”, che ogni anno elabora ed analizza i dati del Ministero della Salute sugli ospedali pubblici o privati italiani, ottenendone una serie di schede sintetiche che raccontano lo stato di salute dei nostri nosocomi, definendone le eccellenze e le deficienze. In questa griglia compare anche l’ospedale di Nola, che non ottiene una pagella positiva, anzi. Il bollino rosso- l’indicatore utilizzato da Focus per bocciare i parametri di una struttura sanitaria- compare cinque volte su sei.

Il dossier di Focus consiste in una valutazione schematica della qualità delle cure prestate nel corso del 2012 negli ospedali italiani, ottenuta studiando 13 milioni di ricoveri. I dati del Ministero sono stati raccolti ed analizzati dal “Progetto nazionale esiti” attraverso degli indicatori di qualità usati all’estero ed adattati alla situazione italiana, incrociandoli coi dati delle Sdo. Schede di dimissione ospedaliera- controllando i decessi ogni 30 giorni grazie all’Anagrafe tributaria. Gli indicatori di qualità scelti sono le percentuali di complicanze post intervento, le necessità di nuovi ricoveri, nuovi interventi, infine la percentuale di mortalità. Il report si basa sui dati inerenti i ricoveri per le patologie più comuni (infarti, rottura del femore, artroscopia al ginocchio, bronchite, ictus).

OSTETRICIA- E’ il reparto nel quale ci si interroga di più, perché ne va della salute del proprio bambino. Quello di Nola è stato inaugurato pochi anni fa e offre anche la possibilità di partorire in acqua. Sono però troppi i parti cesarei effettuati, soprattutto tra le primipare. Una circostanza che viene criticata dal Ministero perché quando non necessario fa correre rischi al bambino ed alla mamma. Per questo Focus ‘boccia’ in questo settore l’Ospedale di Nola, nel quale nel 2012 si sono avuti 450 parti naturali e 411 cesarei. Di questi, 1,62 hanno avuto complicanze entro i 42 giorni. I parti cesarei effettuati su donne alla prima gravidanza sono stati ben 312, un numero troppo alto per il Ministero della Salute. . L’organizzazione mondiale della sanità stima che il cesareo si deve praticare solo sul 10-15% dei casi, la media nazionale italiana supera il 27%: a Nola si arriva al 34,58%.

ORTOPEDIA- Oltre 66mila fratture di femore in anziani ultra65enni. Questi i numeri della Sanità italiana, ma si tratta di incidenti che potrebbero essere prevenuti, soprattitto perché spesso causano la mortalità dell’anziano paziente. Focus anche per questo delicato settore boccia in parte Nola: qui nel 2012 ci sono stati 162 ricoveri da frattura del collo del femore, dei quali il 7,75% sono morti entro 30 gg dal ricovero (nella media italiana). Ma il 2,96% ha dovuto essere ricoverato nuovamente dopo due giorni dalla dimissione, percentuale troppo alta.

CARDIOLOGIA- Ogni anno circa 120mila italiani hanno un infarto acuto del miocardio: 25mila muoiono prima di arrivare in ospedale, poco più di 90mila arrivano in ospedale. Per quanto riguarda l’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, i pazienti ricoverati nel 2012 per infarto del miocardio sono stati 311, la percentuale di mortalità del15,48% (altissima rispetto alla media nazionale). Dei ricoverati, il 6,66%% ha subito una angioplastica coronarica entro 48 ore dal ricovero, sopra la media nazionale. Male va anche nel caso di scompenso cardiaco congestizio, in questo caso a Nola c’è l’alta percentuale del 20,37% di nuovi ricoveri entro 30 giorni.

PNEUMOLOGIA- La bronco pneumopatia cronico-ostruttiva (una malattia poco diagnosticata o diagnosticata tardi, che si annuncia con tosse insistente, fame d’aria e infezioni croniche), nel 2020 sarà la terza causa di morte nel mondo. Eppure è una delle malattie più facili da evitare: basta evitare di fumare o di accostarsi a chi fuma. No al fumo attivo e passivo, insomma. Così aumenta sensibilmente la possibilità di non ammalarsi. In questo settore Nola, rispetto ai dati del 2012, presenta un confortante “bollino blu” di Focus, è quindi tra le eccellenze in Campania. Sono stati 118 i ricoveri nel 2012, con il 4,02% di nuovi ricoveri.

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