Pic nic all’ossario garibaldino, monumento Unesco in balia dei vandali della Pasquetta- FOTO

Ossario e Acquedotto (NelloLauroPh)

Acquedotto (NelloLauroPh)

di Nello Lauro (Il Mattino)

VALLE DI MADDALONI- Cannelloni, penne all’arrabbiata, bistecca ai ferri, scamorza alla brace e carciofi. Tutto innaffiato da ottimo vino locale. Ma anche gli immancabili panini alla piastra. Menù interessante e godereccio, da vera tradizione di Pasquetta. Peccato che la location non fosse un ristorante, ma l’ossario garibaldino di Valle di Maddaloni, dichiarato patrimonio Unesco nel 1997 insieme al maestoso acquedotto voluto da Carlo III di Borbone progettato dall’architetto della Reggia di Caserta Luigi Vanvitelli per alimentare gli spettacolari giochi d’acqua previsti nei giardini della Reggia di Caserta. Un calcio e uno schiaffo in piena faccia alla storia d’Italia: festose tavolate e gazebo nell’area che fu teatro il I ottobre 1860 di una cruenta battaglia tra camicie rosse ed esercito borbonico: uno scontro che vide la definitiva sconfitta dei borbonici. La porta dell’ossario è stata utilizzata come deposito di bibite e borse da non lasciare all’infuocato sole. E anche il prato dei Ponti della Valle è stato invaso da auto e camper con tanto di biciclette e l’immancabile Super Santos per più incalliti sportivi del Lunedì dell’Angelo. 

Ossario (NelloLauroPh)

Ossario (NelloLauroPh)

I più disinvolti e sfacciati si sono anche «arrampicati», forse per smaltire il lauto e luculliano pasto, sulla strada che va al santuario di San Michele hanno scavalcato i cancelli (un lato era addirittura aperto) e hanno passeggiato con tanto di autoscatto (o “selfie” come si scrive sui social) dai 55 metri di altezza sporgendosi in alcuni casi in maniera pericolosa dalla suggestiva strada lastricata di basolato bianco, con diverse coppie mano nella mano nelle aperture delle 90 arcate che “disegnano” la storia dell’architettura mondiale. Non meglio è andata nell’area del santuario di San Michele Arcangelo e Santa Maria del Monte: anche qui in piena zona sacra barbecue “estremo” con carni e formaggio, con chi ha approfittato del sole per restare in abiti succinti nei pressi della “piccola Medjugorje” e chi addirittura si sedeva, senza controllo e senza limite, sull’altare in pietra della chiesa situata sull’ultimo colle dei monti Tifatini. Anche qui gli escursionisti del «mordi e sporca» avevano, grazie alla splendida giornata di sole, una vista mozzafiato della piana casertana, del Vesuvio e del golfo di Napoli con le sue isole. Senza rispettare i luoghi della storia, della cultura e della religione casertana e mondiale.utto finito sulla brace dell’indifferenza e del pressapochismo. Unesco? No, grazie. Meglio una bistecca.

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