Scandalo cimitero, per Marino e Covone presto gli interrogatori. M5s: opposizioni silenti, Arvonio si dimetta

marinocovone

CICCIANO- Sono fissati per la prossima settimana gli interrogatori di garanzia di Giovanni Marino e Teresa Covone, rispettivamente assessore e consigliere di maggioranza del Comune di Cicciano arrestati ieri con le accuse di tentata concussione, turbata libertà degli incanti, tentata induzione a dare o promettere utilità. Giovanni Marino sarà ascoltato dal giudice per le indagini preliminari lunedì 28 aprile, Teresa Covone il 30 aprile: entrambi potranno chiarire dinanzi il gip Borrelli quanto emerso in circa quattro mesi di indagini dei carabinieri di Cicciano e Nola e difendersi dall’accusa di avere esercitato pressioni sul comandante della Polizia Municipale Fulvio Testaverde- che ha la competenza per i servizi cimiteriali- per truccare una gara per l’aggiudicazione della gestione del camposanto cittadino e per affidare ad una ditta ‘amica’ la fornitura dell’arredo urbano. Pressioni che, secondo quanto emerge dall’ordinanza, hanno indotto Testaverde a denunciare i due che in seguito, viste le resistenze dell’ufficiale ad andare incontro alle loro richieste, avrebbero spinto per farlo mandare via e per fargli perdere l’incarico.

Da ieri Marino e Covone sono agli arresti domiciliari, nel frattempo anche la Prefettura dovrebbe a giorni prendere dei provvedimenti aprendo l’iter per la sospensione dalle loro funzioni dei due amministratori sottoposti a misura cautelare personale. Il procedimento dovrà pure passare al vaglio del Consiglio comunale.

In città il clima è relativamente tranquillo. La notizia dei due arresti ha creato sconcerto e molteplici reazioni contrastanti, tra chi chiede le dimissioni dell’intero esecutivo e chi invece chiede che si attenda l’esito dell’inchiesta e non si emettano sentenze prima di un eventuale processo. L’unico commento politico ufficiale alla vicenda sinora è arrivato- oltre che dal primo cittadino Arvonio intervistato dal giornalelocale- da Antonio Tagliafierro del Movimento 5 stelle.: “Non facciamo sciacallaggio né speculiamo sulle altrui disgrazie per fare campagna elettorale- ha scritto in una nota- ma la questione non può essere risolta solo con un “mi spiace” o “sono meravigliato” del sindaco. Il sindaco, eletto direttamente dal popolo, rappresenta il popolo ed è politicamente responsabile per gli atti che compiono i propri assessori e consiglieri”. Tagliafierro chiede le dimissioni di Arvonio e della sua giunta e attacca anche l'”assordante silenzio delle opposizioni”.

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