Tentata concussione, a Cicciano arresti domiciliari per assessore Marino e consigliere Covone

 

Giovanni Marino

Giovanni Marino

CICCIANO- Terremoto al Comune di Cicciano. Questa mattina i carabinieri hanno eseguito su ordine della Procura di Nola due ordinanze di misure cautelari agli arresti domiciliari a carico dell’assessore Giovanni Marino e del consigliere Teresa Covone. Entrambi sono accusati di turbata libertà degli incanti e tentativo di induzione indebita a fare o promettere utilità. Per Marino l’accusa è anche di tentata concussione. Le indagini della Procura partono da presunti illeciti compiuti nella gestione dei servizi cimiteriali.

LE INDAGINI- L’inchiesta è partita dalla denuncia del comandante della Polizia municipale di Cicciano che è pure responsabile dei servizi cimiteriali. Questi ha dichiarato ai carabinieri di essere stato avvicinato dall’assessore e dal consigliere affinché l’aggiudicazione del servizio cimiteriale si concludesse, mediante il ricorso ad una procedura negoziata e non della gara di evidenza pubblica, in favore di una ditta “in precedenza individuata e caldeggiata dai due”. Per raggiungere questo scopo, scrive il procuratore aggiunto, e con lo scopo di simulare lo svolgimento della gara effettiva, l’assessore Marino avrebbe consegnato al comandante della Municipale l’elenco di cinque ditte compiacenti che avrebbero potuto presentare pretestuosamente la domanda di aggiudicazione per dare alla procedura una parvenza di regolarità.

Attraverso indagini ed intercettazioni sono poi emersi altri due presunti episodi delittuosi. Grazie al monitoraggio del Comando di Polizia municipale, si è documentata un’altra richiesta illecita di Marino che pretendeva, per l’acquisto di alcuni arredi urbani per circa 20mila euro, “il comandante dei vigili favorisse un imprenditore a lui vicino”. Una richiesta esposta “in ottica biecamente clientelare” motivata da queste considerazioni trascritte nella nota della Procura di Nola: “…però a favorire uno che lo conosciamo…favoriamo un amico logicamente…” secondo una visione della cosa pubblica che gli inquirenti definiscono “distorta”.

Un’altra condotta illecita ha riguardato le pressioni esercitate sul responsabile della società già titolare dell’appalto ai servizi cimiteriali comunali affinché assumesse due persone “vicine” all’assessore Marino.

Nella nota il procuratore Troncone sottolinea come gli episodi contestati ai due arrestati sono indicativi di “un diffuso malcostume e di una malintesa concezione della gestione della cosa pubblica” utilizzato senza remora e per fini privatistici ed in una prospettiva di scambio di favori.

covone copia

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