Bollette pazze ad Avella, chi ha pagato riceverà il rimborso: opposizioni in campo contro il caro-acqua

foto0202_1AVELLA- Manifestazione congiunta dei gruppi di opposizione contro il caro-acqua ad Avella.  L’altra sera i consiglieri di minoranza Enza Luciano, Pellegrino Palmieri e Stefano Gentile hanno dato vita ad un incontro con i cittadini per discutere delle bollette ‘pazze’ riferite al servizio idrico comunale ricevute nelle ultime settimane. Fatturazioni poi azzerate dalla maggioranza, che si è riservata di riformulare i calcoli.

Una decisione, quest’ultima, che ha scontentato la minoranza: Questa iniziativa – affermano in coro i consiglieri- intrapresa dal primo cittadino doveva essere preventiva e non posticipata alle lamentele dei contribuenti, soprattutto perché automaticamente sorge il dubbio che se per pura fatalità gli avellani non si fossero pubblicamente ribellati al “caro bolletta” andando a reclamare nelle stanze dei tecnici addetti alla fatturazione e, come purtroppo qualcuno ha fatto, avessero pagato senza proferire parola, il problema sarebbe caduto nel dimenticatoio”.

Enza Luciano (Avella Viva)  ha evidenziato “l’assurdità delle quote tariffarie riversate dal sindaco sulla popolazione” ma soprattutto “la natura illecita dell’iniziativa in quanto per legge il Comune non può incamerare somme superiori a quelle effettivamente necessarie alla gestione dell’acquedotto”: nel caso specifico, a fronte di una spesa stimata in circa 640mila euro sarebbe entrato nelle casse comunali quasi 1 milione di euro. Inoltre ha rimarcato l’importanza dell’acqua come bene comune che, in quanto tale, non può essere soggetto a “tariffazioni inique e deleterie nei confronti delle persone”. Le opposizioni avevano già preventivato il ricorso al Tar in caso di persistenza della tariffazione “iniqua”; inoltre Luciano ha specificato che sul piano legale coloro che hanno già pagato le “bollette gonfiate” hanno diritto allo storno sulla nuova bolletta o, in alternativa, al rimborso totale della somma entro i limiti stabiliti dalla legge, pena l’aggravio a carico del Comune degli interessi di mora.

foto0201Stefano Gentile (Avella Nuova)  ha invece sollevato la questione dell’inadeguatezza dei tecnici comunali che a suo dire “si sono dimostrati fallaci e verso i quali non sono mai stati presi provvedimenti concreti”. Pellegrino Palmieri (Centrosinistra per Avella) ha invece voluto informare gli astanti sulle iniziative intraprese in consiglio comunale dall’opposizione, rimarcando  che gli impiegati addetti per svariati motivi “non forniscono la documentazione richiesta impedendo nei fatti la vigilanza e la trasparenza degli atti comunali”. Una circostanza che ha reso necessario l’intervento della Prefettura con diffida notificata due settimane fa a dirigente e segretaria comunale.

Contestualmente lo stesso Palmieri ha espresso la necessità di una maggiore chiarezza sul tema idrico anche per quanto concerne la qualità dell’acqua delle sorgenti di Avella indicendo a tale proposito una nuova iniziativa riferita alle analisi chimiche che costano ai contribuenti circa 60.000 euro l’anno. In definitiva al pubblico è stata illustrata la proposta dell’Opposizione in riferimento alla questione idrica: non solo una riformulazione delle tariffe e l’ampliamento delle fasce di consumo dell’acqua ma soprattutto maggiore controllo sia per quanto concerne l’abusivismo ancora troppo marcato nel nostro territorio ma anche in riferimento al lavoro pratico dei responsabili comunali nonché alla qualità del servizio offerto ai cittadini. Nel suo momento focale, la discussione è anche scivolata su altri temi quotidiani che riguardano l’Amministrazione Biancardi e verso i quali l’interesse degli spettatori è stato molto elevato in quanto non tutti sono a conoscenza di ciò che concerne la macchina amministrativa poiché impossibilitati a partecipare ai Consigli Comunali spesso convocati in orari impraticabili. Molto apprezzati e dibattuti sono stati gli interventi delle persone presenti, tra cui Nicola Caruso, Antonio Tulino e Domenico D’Avanzo.

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