Consiglio ad alta tensione a San Paolo Bel Sito, grillini riprendono assise e sindaco li denuncia

 

Scorcio di San Paolo Bel Sito

Scorcio di San Paolo Bel Sito

di Bianca Bianco

SAN PAOLO BEL SITO- Momenti di tensione ieri sera a San Paolo Bel Sito durante il Consiglio comunale. Due esponenti del Movimento cinque stelle hanno provato ad effettuare riprese del civico consesso, ma sono stati bloccati dal sindaco. In seguito sono intervenuti i carabinieri e il sindaco ha sporto denuncia per interruzione di pubblico servizio.

A raccontare quanto accaduto è Luigi Iovino, Ms5, su Facebook: “Io avevo in mano un cartello con scritto “vi sto riprendendo” mentre Antonio riprendeva con il cellulare. Dopo qualche minuto il sindaco si accorge di ciò che sta accadendo e minaccia di denunciarci se continuiamo. La seduta viene momentaneamente interrotta, durante questo lasso di tempo volano offese dirette a cittadini presenti in aula, da parte di due membri dell’amministrazione (il sindaco e l’assessore all’ambiente). Vengono inoltre avvertiti i carabinieri della nostra presenza in aula. La seduta riprende e mentre continuiamo la ripresa arrivano i carabinieri. Subito veniamo indicati come “coloro che si ostinano a riprendere” i carabinieri chiedono se il consiglio sia a porte chiuse, cosa che non è. Nonostante ciò i carabinieri non ci impediscono di riprendere. Il sindaco e il presidente rimangono di stucco e insistono nei confronti dei carabinieri che non possiamo riprendere. Appena i carabinieri escono dall’aula il sindaco sospende la seduta esclamando “non voglio essere ripreso ne tanto meno posso sentirmi dire che i carabinieri fanno proseguire queste persone a riprendere”. La riunione dura circa 15 minuti. Dopo di essa i carabinieri prendono i nostri nominativi e ci invitano alla stazione del comando centrale di San Paolo Bel Sito. Premettendo che abbiamo presentato richiesta per effettuare le riprese il 29 luglio 2013 e da allora nessuna risposta, nonostante ne avessimo fatte altre due in questi ultimi mesi, in base alla legislazione corrente è possibile riprendere le sedute aperte al pubblico avvisando i diretti interessati (come abbiamo fatto)”.

Alle accuse di Iovino, risponde il sindaco del Bel Sito Manolo Cafarelli: “Non c’è stata alcuna tensione né prevaricazione da parte mia, ma ho solo voluto ripristinare la legalità e ho voluto tutelare l’assemblea chiamando le forze dell’ordine. Ieri sera all’ordine del giorno c’era anche l’argomento relativo alle riprese del Consiglio comunale, perché la mia amministrazione vuole garantirle tanto è vero che ha creato una commissione ad hoc. Quando mi sono reso conto che stavano riprendendo, ho fatto interrompere per una serie di motivi. Sebbene l’adunanza sia pubblica, infatti, le riprese rientrano nella sfera della tutela della privacy, regolamentata dal legislatore, e dunque vanno autorizzate. Sul punto,  oltre alle norme abbiamo una lunga giurisprudenza. Ho trovato inopportuno, provocatorio e strumentale quanto avvenuto in aula consiliare, soprattutto perché avveniva nel giorno in cui eravamo chiamati ad approvare il regolamento sulle registrazioni e perché è ormai chiara l’intenzione dell’amministrazione di garantire le riprese, ma nei modi e nei termini previsti dalla legge. Se non avessimo questa intenzione, non avremmo creato una commissione ad hoc”.

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