Cultura e dintorni, le idee dei sei candidati a Nola: festa dei gigli, siti archeologici, ambiente e…un gatto morto

nola_dibattito3NOLA- (di Bianca Bianco) Festa dei Gigli “ai nolani”, cultura cittadina “distrutta”, orgoglio per le proprie radici, impegno per l’ambiente, Fondazione, Unesco. Tantissime tematiche slegate tra di loro, eppure allo stesso modo importanti per la città, sono state oggetto della seconda domanda (la prima era sulle politiche sociali e la famiglia) proposta dall’azione cattolica ai sei candidati a sindaco di Nola durante l’incontro a sei svoltosi ieri a Piazzolla. Una domanda dispersiva perché abbraccia temi disparati e lontani tra loro. Svelando inconsciamente le loro principali preoccupazioni programmatiche, i sei candidati scelgono risposte diverse per illustrare alla platea cosa faranno da sindaci (o cosa hanno fatto da sindaci) per “valorizzare il territorio” (in diversi sensi).

 

Per Mimmo Vitale croce e delizia della città di Nola è la festa dei gigli: “Bisogna puntare sulla festa anche per rivitalizzare il centro della città e l’economia- afferma. E aggiunge poi una bordata sulla direzione artistica affidata dal comune al maestro Roberto De Simone (napoletano): “Bisogna dare spazio alle professionalità locali, a chi conosce davvero la festa e Nola”. Opportunità poi alle cooperative sociali composte da giovani “cui si dovrebbero affidare musei e siti culturali”. Nola infine “va inserita nei circuiti turistici internazionali come il Grand Tour”. A questa affermazione replica Biancardi: “Chiedi al tuo alleato Pasquale Sommese, assessore regionale al turismo, perché Nola non è nel Grand Tour”.

 

Per Armando Vallone: “In cinque anni si è distrutta la cultura di Nola, dalla festa dei gigli alla’arte della cartapesta”, ma l’urgenza riguarda l’ambiente: “In dodici anni siamo diventati un territorio a rischio, cosa hanno fatto le amministrazioni mentre si inquinava? Eppure sono problematiche sollevate nel lontano 2002 dalla stessa Diocesi in un importante dossier ”. Per Vallone “a Nola manca la cultura della legalità. Va recuperata quella per risollevarne le sortie pone l’accento su una delle piaghe della campagna elettorale in corso, ovvero “manifesto selvaggio”: “La città è stata invasa dai manifesti di miriadi di candidati, tranne i nostri. Anche questo è sintomatico di una mancanza di legalità”.

 

Maria Franca Tripaldi spiega che “per valorizzare la cultura di Nola si deve partire dalla sua vivibilità. Bisogna trasformarla in una città normale, perché ora non si valorizzano né gli eventi  come la festa dei gigli, né le persone”. “Con la cultura- continua-  si può mangiare. Ma solo se esiste una programmazione coerente”. “A Nola- aggiunge- esiste un grave problema di vivibilità. E’ risolvendo questo problema, valorizzando le sue bellezze e le sue persone, puntando sui servizi primari e rifondando la città che si può discutere di cultura. Il problema è che quest’ultima oggi è relegata in un angolino e calpestata”.

 

Arturo Cutolo porta il discorso sulla Terra dei fuochi e sull’incidenza dei tumori: “Queste sono le questioni basilari, in questi anni la politica è stata assente su una tematica seria come questa. Bisogna porsi seriamente il problema della salute dei cittadini”. Mentre per le politiche culturali il suo programma prevede la valorizzazione dei siti archeologici con proposte nello stile “dell’info point che quattro anni fa era stato messo nel Vulcano Buono e che consentiva di far conoscere la città e le sue bellezze”. Cutolo prima dell’interruzione ricorda inoltre l’importanza di salvaguardare la collina  Castelcicala.

 

Geremia Biancardi ricorda  cosa ha fatto la sua amministrazione per il territorio: “Le fogne sono finalmente arrivate a Piazzolla grazie al bando di accelerazione della spesa che ha portato al Comune 8 milioni di euro. Dal 2010 abbiamo cominciato e poi vinto la sfida per portare la festa dei gigli nell’Unesco, un percorso iniziato nel 2005 dall’amministrazione Napolitano ma diventato realtà e consolidatosi grazie al nostro impegno”. Rispondendo poi alle critiche di Ambrosio sulla inesistenza della Fondazione Parco letterario Giordano Bruno precisa: “La Fondazione esiste eccome, e quest’anno ha dato vita a notevoli iniziative di spessore internazionale sia a Trento che a Nola. Qui a novembre si è svolta una dua giorni di studi sul filosofo nolano che ha richiamato i maggiori studiosi del pensiero bruniano del mondo”.

 

Franco Ambrosio accusa la Fondazione festa dei gigli di essere “vergognosa” e spiega: “Cultura a Nola deve essere anche avere il coraggio di denunciare gli abusi che si perpetrano sul territorio”. La sua ricetta è rivitalizzare il Corso (“ridotto in un deserto in cui mandano solo i cactus”), e “valorizzare i siti come l’anfiteatro”. Per Ambrosio, vero one man show della nserata in alcuni momenti, la domanda sulla cultura è stata anche occasione per un siparietto curioso. “In via Principe di Napoli- ha raccontato- da giorni c’è un gatto morto. Il cadavere è in putrefazione, il fetore è insopportabile e nessuno lo raccoglie. Anche questa è mancanza di cultura in una città”.

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