Elezioni, i sei candidati di Nola si sfidano sulle politiche sociali. Renzi divide Biancardi e Tripaldi

nola_dibattito2NOLA- (di Bianca Bianco)Prima domanda sulla famiglia e le politiche sociali. Nell’auditorium dell’Immacolata, sede del dibattito  a sei tra i candidati alla carica di sindaco di Nola, il primo interrogativo posto dall’azione cattolica riguarda il principale nucleo sociale. Sulla prima domanda a risposta a tempo (appena tre minuti, poi allungati a cinque per le successive domande dopo le proteste dei sei) gli “interrogati” si cimentano soprattutto sulle diverse sfaccettature della tematica legata a doppio filo al lavoro, alla famiglia, alla casa. Si sfiorano grandi temi offrendo pillole di programmi. Ambrosio fraintende il tema e si dilunga su tematiche di carattere etico (il ruolo della famiglia, persino il divorzio), il ruolo della scuola e della chiesa per la crescita individuale. Al secondo giro, offerto dal moderatore per consentire a chi non aveva completato la risposta di integrarla, si scusa: “Non avevo capito il senso, ma per me se si parla di famiglia non si deve parlare solo di politiche sociali ma anche di quei valori ad essa legati che si stanno perdendo”.

Biancardi difende l’operato dell’ente che ha amministrato per cinque anni: “La crisi mondiale si è ripercossa anche sugli enti locali che hanno subito pesanti tagli sui trasferimenti che hanno penalizzato le politiche sociali e trasformato i Comuni in front office delle richieste dei bisognosi. Nola all’interno dell’Ambito sociale ha comunque fatto molto costruendo un nuovo asilo nido, distribuendo voucher e non più distribuendo soldi, sostenendo le madri single con diversi progetti”. Per Arturo Cutolo “per combattere i problemi sociali e la solitudine in cui spesso sono lasciate famiglie e persone bisognose bisogna creare anelli di solidarietà orizzontale, famiglie allargate di quartiere. Per i bambini un discorso a parte riguarda le case famiglia, che sono destinatarie di risorse eccessive. Meglio affidarli a nuclei familiari cui poi vada il sostegno del Comune”.

Maria Franca Tripaldi spiega la proposta della sua coalizione, ovvero “ridistribuire i piccoli incarichi di manutenzione attraverso una graduatoria di disoccupati. Poi aumentare gli asili nido per le coppie che lavorano”. Infine contesta: “L’assistenza e la sussidiarietà finora concesse dal Comune sono meri palliativi che trasformano i cittadini in sudditi, serve una ridistribuzione del reddito attraverso la politica dei piccoli incarichi”. Armando Vallone, il più sintetico, punta l’accento sulle giovani coppie e sui giovani single che hanno difficoltà ad avere una casa. Illustra dunque il programma del M5s: “Social housing, cioè creare condomini attrezzati molto diversi dalla Gescal, e co-working per chi non ha un impiego”. Per Mimmo Vitale servono “politiche che aiutino un incremento delle nascite, per esempio l’introduzione del quoziente familiare: abbassare le tasse per chi ha più figli””. Inoltre si devono creare “case per gli anziani” e “favorire l’housing sociale per interrompere le speculazioni edilizie”.

La polemica è sfiorata tra Biancardi e Tripaldi. Il sindaco uscente dice alla rappresentante di “Nola che cambia” a proposito dei piccoli incarichi di avere “un filo diretto con Renzi”: “Capisco che sei renziana- dichiara- ma l’idea dell’ex sindaco di Firenze è improponibile se il capofamiglia non è iscritto all’albo o non ha partita Iva”. Tripaldi risponde piccata: “A Cava dei Tirreni, che di sicuro la linea diretta con Renzi non ce l’ha, questo progetto c’è già e funziona”.

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