festa dei gigli di Nola

Festa dei gigli, nuovo manifesto tra ironia e critiche: lo scatto di Busiello è dell’edizione della vergogna

NOLA- Accolto tra entusiasmo e critiche, nei giorni scorsi è stato reso pubblico il manifesto della edizione 2014 della festa dei gigli di Nola. Un manifesto firmato dal fotografo Antonio Busiello che deve essere rappresentativo della kermesse, e aiutare a veicolare la manifestazione oltre gli stretti confini locali. L’autore dello scatto, noto al pubblico nolano ed agli amanti della festa perché vincitore lo scorso anno di un prestigioso premio (International Print Exhibition 2013 ) con la sua foto dedicata al “cullatore”, ha deciso di utilizzare per la locandina di quest’anno un momento della festa dei gigli del 2012, quella tristemente nota per i disordini che portarono alla sospensione della processione. L’obelisco raffigurato è il Salumiere, la paranza la Ft, il luogo il cosiddetto “palazz a caten”. Dopo la pubblicazione del manifesto, sul web sono fiorite critiche e polemiche sia per la scelta del soggetto, sia per la resa del manifesto. Il progetto grafico ha avuto il placet del direttore artistico Roberto De Simone.

manifestogigli

fonte foto: “Gigli di Nola Museo”

 

IRONIA- Molte le critiche e molti i commenti ironici per una locandina che non sembra avere soddisfatto i cultori della festa di San Paolino. Alcuni l’hanno giudicata “banale”, “sfocata”, altri hanno ribadito: “Si potevano immortalare attimi più significativi della processione”, criticando anche la scelta di valorizzare un rivestimento- quello del Salumiere 2012- che non a tutti piace. Ironici poi i commenti sulla scenografia intorno al giglio, le due dita in segno di vittoria mostrate in primo piano. Cosa significano, si chiedono molti commentatori? “’A sicond’ aiz”, commentano ironici alcuni riferendosi al gergo gigliante; o ancora “E’ la V di Volontari”, “E’ il segnale che la vittoria è vicina”, “Stanno indicando che alle due di notte deve finire la festa”. Strali anhe sulla scelta del fotografo, un artista pluripremiato, alcuni avrebbero preferito dare il compito di rappresentare la festa a chi lavora da sempre sul materiale offerto dalla festa. Infine non piace che il manifesto rappresenti solo il lato folkloristico dell’evento, e non quello religioso.

 

IL COMUNE- Critiche a parte, il Comune ha deciso di lanciare il manifesto un mese e mezzo prima della festa con commenti entusiastici.  “Con la presentazione del manifesto, entriamo nel vivo della festa dei Gigli – ha affermato  il presidente della fondazione, Raffaele Soprano –. Un’edizione importante quella di quest’anno, la prima con il riconoscimento Unesco, che si annuncia ricca di novità. Lo stesso manifesto è un progetto creativo di alto spessore qualitativo, frutto della sinergia tra l’artista Busiello e il maestro De Simone che, già nei prossimi giorni, entrerà in circuiti mediatici nazionali per dare la massima diffusione pubblicitaria alla kermesse in programma a Nola domenica 22 giugno. Una data quest’ultima che segnerà la svolta decisiva per la festa, con la presenza di ospiti che richiameranno centinaia di turisti, curiosi di ammirare le spettacolari macchine da festa, oggi patrimonio immateriale dell’umanità. In piena sinergia con l’assessorato alla cultura stiamo anche lavorando alle singole manifestazioni che animeranno il dopo – festa per le quali sono in cantiere grosse novità. Insomma un anno importante che vogliamo festeggiare all’insegna della felicità”.  “Sono particolarmente felice di essere qui con voi oggi – ha dichiarato il maestro Roberto De Simone –. Mi auguro di essere alla vigilia di una vera e propria evoluzione culturale della Festa in grado di traslocare il passato in un futuro pregno di sviluppo istruttivo. Il significato del manifesto: innanzitutto si tratta di una fotografia reale della festa, di cui la mano tesa è un gesto tipico; la stessa mano la troviamo spesso anche in altri momenti della vita, nelle tifoserie ad esempio, durante le partite di calcio o in alcune foto americane come simbolo di vittoria. Nel caso specifico di Nola, la vittoria del popolo in festa. Una festa che merita di essere proiettata in panorami culturali prestigiosi, da qui il mio impegno per recuperare, con uno sguardo lucido e critico, il bagaglio musicale del passato; mi auguro di poter giungere a dei risultati nuovi; per me è una esperienza che, se dovesse  risultare fallimentare, significherebbe ritirarsi in buon ordine”.

“Come più volte ho ribadito negli ultimi tempi, siamo all’anno zero – ha dichiarato il sindaco Geremia Bincardi –. Un plauso alla fondazione per il lavoro, oneroso e impegnativo, che, con grande professionalità, sta svolgendo nell’interesse della crescita culturale e folklorica della kermesse. Un ringraziamento al direttore artistico Roberto De Simone, capace di cogliere gli aspetti più significativi della festa per poi trasmetterli ai suoi protagonisti. Nola merita di avere questo tipo di palcoscenico; Nola merita di avere vetrine internazionali di promozione e visibilità. Il nostro è un patrimonio inestimabile, per qualità e storicità. Siamo veramente alla vigilia di una rivoluzione culturale. Un progetto reso possibile grazie alla competenza e alla serietà di quanti vogliono il bene della città, lontano da quei detrattori che, in passato, hanno utilizzato la festa come strumento di personalismi e interessi personali”.

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