Rifiuti, rivolta del Nolano contro la Regione. I sindaci strappano la convenzione per gli Ato: si va in Tribunale

NOLA- (di Bianca Bianco) L’area nolana guida la rivolta dei Comuni contro i nuovi A.t.o, gli ambiti territoriali ottimali che dovrebbero garantire il riordino della gestione del ciclo dei rifiuti. I Comuni dell’Agro hanno rifiutato questa mattina a Torre del Greco la sottoscrizione della convenzione con gli altri centri e rilanciato con un documento predisposto dal sindaco di Casamarciano Andrea Manzi e dal sindaco di Brusciano Giosy Romano. Un atto con cui la comunità nolana spiega le ragioni del no agli Ato che, secondo i primi cittadini, penalizzerebbero ancora una volta questa zona. La ribellione nolana ha fatto proseliti: questa mattina solo 16 fasce tricolore hanno sottoscritto la convenzione. Una convenzione obbligatoria ma che i Comuni nolani hanno deciso, assumendosi un rischio, di non siglare per ragioni su cui non intendono transigere.

COSA SONO GLI ATO- Gli Ato sono gli ambiti territoriali ottimali individuati dalla Regione,  che ha pubblicato lo schema tipo sul Bollettino ufficiale del 7 aprile. Sono stati introdotti dalla legge regionale numero 5 del 27 gennaio che ha previsto “l’associazione obbligatoria dei comuni all’interno di convenzioni per la gestione dei servizi all’interno a loro volta di ambiti territoriali ottimali (Ato), sistemi territoriali operativi (Sto), e conferenze d’ambito”. In base alla nuova normativa la gestione rifiuti si adegua alle disposizioni della Comunità europea garantendo principalmente la forma associata dei servizi di spazzamento, raccolta, trasporto, avvio, commercializzazione, gestione e realizzazione degli impianti di trattamento, recupero, riciclo e smaltimento. Gli Ato nasceranno in tutte le Province e in quella di Napoli saranno 3. L’area Nolana rientra nell’Ato3 che ha come capofila Torre del Greco e comprende 60 Comuni.

CRITICITA’- Ma molti Comuni hanno da subito contestato la legge di riordino, ponendo  interrogativi sulla efficacia e soprattutto sulle ripercussioni della legge sui Municipi- che diventano nuovamente principali attori nel settore ambientale- e sugli utenti a causa del rischio di aumento della tassazione. Tra i primi a ribellarsi alla riorganizzazione c’è l’area nolana. I sindaci Manzi e Romano hanno guidato la rivolta redigendo un sintetico ma puntuale documento in cui spiegano tutte le ragioni del no. Sono 3 le contestazioni. Prima di tutto si sottolinea la mancanza di una discussione preliminare in cui si sarebbero potute analizzare le peculiarità di ciascun territorio coinvolto. In secondo luogo, per gli amministratori bisogna ridiscutere la questione tariffaria, perché non si possono chiedere eguali tariffe a tutti i paesi (questa la sintesi del pensiero dei sindaci) così azzerando le distinzioni  tra virtuosi e non virtuosi della differenziata. E proprio in merito alla differenziata nel documento si afferma che la convenzione è contraria “al principio di piena responsabilità dei territori e delle aree” a cominciare  dalla politica di riduzione dei rifiuti. 

LA RIVOLTA- Questa mattina i sindaci del Nolano erano a Torre del Greco per (non) firmare la convenzione. Si sono presentati col documento che è stato poi accolto ed approvato da 44 comuni su sessanta. In pratica una rivolta capeggiata dai primi cittadini dell’Agro. Andrea Manzi spiega: “Ci siamo opposti con fermezza ed abbiamo convinto anche i Comuni della penisola sorrentina. Così come strutturati gli Ato sono deleteri per la nostra zona, sia sotto il profilo della tariffazione che della differenziata. Ci ritroviamo a ripetere ancora una volta quanto ripetiamo da anni: noi siamo virtuosi e facciamo la differenziata eppure non veniamo in alcun modo privilegiati dalla Regione, anzi. A questo punto, non restano che le vie legali”. Da non sottovalutare poi un altro aspetto della vicenda, quello dell’impiantistica che potrebbe rendere ancora una volta il Nolano lo snodo dell’immondizia di metà provincia. Una prospettiva che mette i sindaci sul piede di guerra. Nei prossimi giorni si deciderà come e quando dissotterrare l’ascia per lanciare l’ennesima battaglia del Nolano sulla questione ambientale.

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