Riprese del Consiglio vietate, il caso del M5s di San paolo Bel Sito finisce sul blog di Grillo

Scorcio di San Paolo Bel Sito

Scorcio di San Paolo Bel Sito

SAN PAOLO BEL SITO- La vicenda dei due attivisti del Movimento 5 Stelle di San Paolo Bel Sito denunciati dal sindaco perché cercavano di riprendere il Consiglio comunale finisce sulle frequentatissime pagine del blog di Beppe Grillo. Quanto accaduto nel corso dell’ultimo consiglio comunale lo scorso 5 maggio è stato riportato anche sul portale del pentastellati italiani, dal quale è stata data risonanza alla protesta dei “grillini” Luigi Iovino e Antonio La Manna. I due giovani esponenti del M5s il 5 maggio hanno provato a registrare la seduta consiliare, ma il sindaco Manolo Cafarelli li ha interrotti e poi ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Ha poi aggiunto in una intervista a Gl di avere denunciato i due pentastellati. Ne è seguita una furente polemica.

Per Cafarelli la sua azione non è stata una mossa prevaricatrice ma una decisione che ha permesso di rispettare le regole del civico consesso. Ha poi aggiunto che sarà istituita una commissione ad hoc e saranno in futuro ripresi i Consigli.  Ma gli attivisti non ci stanno: “”Durante la seduta consiliare è stato più volte ribadito che due persone non volevano essere riprese, una delle due è il sindaco Manolo Cafarelli e l’altra è l’assessore all’ambiente Raffaele Curcio. Abbiamo presentato richesta nel lontano luglio 2013 e ad oggi tutto tace, nonostante più volte avessimo portato all’attenzione degli amministratori questa nostra iniziativa. Poi si svegliano e vogliono creare una commissione per redigere un regolamento. Ma a cosa serve tutto ciò se la legge permette le riprese?! La seduta è pubblica e non riusciamo a capire i motivi delle varie ostinazioni del primo cittadino, infatti ha dichiarato che per una serie di motivi ha interrotto la seduta, ma non è ancora chiaro quali siano. Stiamo sprecando risorse preziose per nulla, i consiglieri che fanno parte della commissione potrebbero utilizzare il loro tempo per altri progetti, invece vengono utilizzati come oggetti per nulla. Noi attivisti chiediamo, anzi pretendiamo perché è nostro diritto, trasparenza ma evidentemente l’amministrazione ha qualcosa da nascondere”.

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