Sequestro cava Monti e pozzi nel Casertano, 3 avvisi di garanzia

CASERTA – Avvisi di garanzia nei confronti di tre persone sono stati notificati all’atto dell’esecuzione del sequestro della cava Monti, nel comune di Maddaloni, e di 40 pozzi situati in un raggio di 500 metri dal margine esterno della cava, tra Maddaloni e San Marco Evangelista, eseguito dai carabinieri della compagnia di Maddaloni. Il sequestro è stato disposto a seguito di un’indagine iniziata nel novembre 2013, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e svolta dai carabinieri di Maddaloni con l’ausilio del Corpo Forestale dello Stato. La consulenza tecnica espletata dal geologo Giovanni Balestri ha consentito di accertare la presenza nella cava, a notevole profondità e molto vicina alla falda freatica, di rifiuti, anche speciali pericolosi, per circa 300mila tonnellate, ‘tombati’ nell’invaso negli anni ’80 e ’90. Inoltre è stato accertato il riversamento direttamente in falda del percolato, originato dal corpo di riempimento della cava e la conseguente contaminazione della falda acquifera sottostante alla cava. In particolare, si è accertata la presenza di arsenico ma soprattutto di metalli pesanti come il manganese, in concentrazioni pari a 260 volte il valore soglia previsto dalla normativa. La situazione, secondo quanto scrive il procuratore aggiunto Raffaella Capasso, “è ulteriormente peggiorata negli ultimi anni, come evidenzia il raffronto tra le analisi effettuate dall’Arpa Campania nel 2009 e quelle effettuate nel 2014”. Il sequestro è stato notificato al sindaco di Maddaloni, nominato custode dell’area.

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