Biancardi il nolano fa il bis: basta veleni, ecco come saranno città, festa dei gigli, turismo e…

biancardi_tortaNOLA – (di Nello Lauro) “Ci vediamo a casa mia a Roccarainola”. Inizia con una battuta tormentone che lo perseguita da tempo l’intervista al riconfermato sindaco di Nola Geremia Biancardi che risponde alle domande del giornale locale.  Un’intervista lunga che tocca passato, presente e futuro della città dei gigli.
Una vittoria sofferta al ballottaggio .I suoi primi pensieri dopo che è stato riconfermato sindaco di Nola.
Una vittoria elettorale che mi inorgoglisce dopo una battaglia elettorale cruenta nel corso della quale sono stato attaccato personalmente. Sapevo che sarei andato incontro a tutto questo perché se avessi voluto vincere facile non avrei cercato quelle spaccature che io ritenevo indispensabili per la realizzazione del progetto a favore della città. Un successo che mi responsabilizza ancora di più perché non era mai successo a Nola che un sindaco venisse riconfermato dopo la fine del primo mandato”.
Il fatto che lei non sia un sindaco di Nola è stato un altro elemento della campagna elettorale….
 
Questo è un elemento che non mi fa né caldo né freddo perché la gente è intelligente: lo ha dimostrato cinque anni fa e lo ha dimostrato ancora una volta oggi. Quindi devo dire che puntare una campagna elettorale sul fatto che io non sia nativo di Nola lo trovo puerile, mediocre ma al tempo stesso mi confortava perché se questo era il motivo per cui la gente non avrebbe dovuto votarmi allora ero a posto”.
I numeri dicono la competizione nelle sezioni elettorali è risultata molto in equilibrio mentre la sua coalizione ha sfondato a Piazzolla e Polvica…
Chi fa politica, fa anche delle strategie. Noi eravamo convinti che al centro la gente non ci avrebbe deluso e quindi in fase di formazione delle liste ci siamo fortificati molto nelle frazioni e soprattutto a Piazzolla, non a caso avremo 7 di consiglieri che sono tutti residenti in questa frazione. E’ stata una strategia politica oltre che un mio preciso obiettivo perché era importante che si avesse una rappresentazione forte di Piazzolla in consiglio comunale in maniera tale che questi consiglieri possano sollecitare ulteriormente l’amministrazione affinché nei prossimi cinque anni si lavori molto in quella direzione perché Piazzolla è la frazione che è rimasta più indietro anche perché molto estesa e ha tanti problemi da superare. Ora che è finita la campagna elettorale posso dire tranquillamente che i lavori cominceranno entro un paio di mesi e che il finanziamento sulle fogne è reale e non  come hanno detto i miei avversari durante la campagna elettorale. Quindi devo dire che per vincere un’elezione la prima cosa importante è avere una strategia politica: la nostra è stata precisa e non è colpa nostra se gli altri non sono stati capaci di averne una propria”.
Ancora sulla campagna elettorale. Ci sono stati due casi abbastanza clamorosi, uno nel giorno del silenzio elettorale con questa presunta registrazione di una sua conversazione in un bar e l’altro nella giornata del ballottaggio con il messaggio di una preside di un istituto cittadino che invitava a non votare per Biancardi. 
Lascio agli organi competenti che si stanno occupando della vicenda che mi riguarda più da vicino di decidere, di capire chi ha fatto questa registrazione che è una vera e propria intercettazione abusiva per la quale è prevista la pena della reclusione fino a 5 anni, mi pare. E poi sono sereno, la gente ha capito subito che io volevo soltanto tutelare la legge perché avevo detto che per pagare i manifesti c’era bisogno di emettere regolare fattura.  
Per quanto riguarda il secondo caso  lascio il commento ai cittadini; certo si resta sgomenti di fronte a dei comportamenti di persone che occupano importanti ruoli istituzionali e che soprattutto poi hanno il ruolo di educatori dei nostri figli”.
Durante la campagna elettorale sono anche arrivate le dimissioni del maestro  De Simone che ha fatto un passo indietro rispetto agli accordi presi. Secondo lei è uno smacco per la città oppure il maestro non si lega con la festa dei giglio o la tradizione è tutt’altra cosa?
Penso più semplicemente che il maestro era stato scelto per accompagnare un percorso, un percorso che noi sapevamo duro e che soprattutto necessitava di tempo, di anni. Ha voluto interrompere anzitempo questo rapporto perché lui ha ritenuto evidentemente di non voler aspettare il tempo necessario affinchè la festa andasse in un certo modo soprattutto per le musiche e le canzoni che sono poi le cose per le quali il maestro ha scelto di andarsene”.
Ci sarà un nuovo direttore artistico?
So che la Fondazione si sta già muovendo e so che c’è già una rosa di nomi papabili da cui dovrebbe venir fuori poi il nuovo direttore artistico. Va detto che la Fondazione aveva voluto fortemente De Simone ma di sicuro il progetto di ammodernamento della festa non si fermerà per il solo fatto che il maestro abbia scelto di lasciare”.
Sempre a proposito della festa, nonostante l’ottenimento del sigillo Unesco la kermesse continua ad essere ‘esportata’ in altri Comuni, con grande sdegno dei cittadini.
Io penso che non c’è la possibilità di evitare che in altri luoghi si faccia il giglio e si realizzi la ballata. Noi abbiamo anche stipulato un protocollo di intesa: alcuni paesi lo rispettano, altri qualche volta ritengono di non rispettarlo. Ma il protocollo non ha forza di legge, noi al di fuori del nostro territorio non possiamo obbligare parrocchie, amministrazioni, persone a non fare i gigli. C’è questo protocollo di intesa e devo dire che c’è anche una forte sollecitazione del nostro vescovo a sensibilizzare i comuni della diocesi affinchè non vengano realizzati i gigli però alla fine a decidere sono sempre le amministrazioni, le persone che hanno la possibilità di autorizzare o di vietare la ballata dei gigli”.
Sindaco, sempre durante questo periodo c’è stata la copertura del villaggio preistorico. Il villaggio è di competenza della Soprintendenza ma comunque è un bene della città. Lei tempo fa disse che si sarebbe legato ai cancelli…
 
Premesso che il rapporto tra villaggio preistorico e comune di Nola è lo stesso che c’è tra gli scavi di Pompei e il comune di Pompei, cioè noi c’entriamo come i cavoli a merenda, non abbiamo alcuna possibilità di intervenire in modo sostanziale rispetto a delle vicende che esulano purtroppo dalla nostra competenza. È vero che io ho detto che mi sarei incatenato, non mi sono poi incatenato quando ho capito che la soluzione prospettata dalla Soprintendenza alla fine era la soluzione che meglio di ogni altra in questo momento  salvaguarda lo stesso villaggio. Il problema della falda acquifera non è purtroppo un problema che investe solo questo sito, altrimenti sarebbe stato facile intervenire. È un problema molto più grande che esula dalle possibilità e dalle competenze della stessa Soprintendenza: la falda acquifera si è alzata a dismisura in quella zona e quindi non mi sono incatenato perché l’ho ritenuta la strada migliore per preservare il villaggio. Se in futuro la falda acquifera si abbasserà o se ci sarà in qualche modo la possibilità di far venir fuori il villaggio senza che la falda possa ancora danneggiarlo saremo i primi a sollecitare affinchè questo tesoro nolano e mondiale sia portato alla luce”.
Problema acqua pubblica. Nola si è battuta da tempo con le grandi battaglie dei comitati per l’acqua pubblica per dire no alla Gori. In questo momento qual è la situazione?
Anche su questo hanno tentato di strumentalizzare e di carpire la buona fede delle persone. Noi non possiamo assolutamente risolvere il contratto con la Gori che a Nola, come in altri 76 comuni, in seguito ad una gara bandita dalla Regione Campania in virtù di una legge prima nazionale (legge Galli) e poi una legge regionale (Ato). È stata una lotta che già altre formazioni politiche, ancora presenti nel cartello di opposizione, si erano giocate la volta scorsa strumentalizzando le persone, in un certo qual modo anche danneggiandole non facendo pagar loro le bollette e facendole così indebitare fortemente. Abbiamo un protocollo di intesa con la Gori, da ultimo firmato anche dal Comitato civico per l’acqua che prevedeva tutta una serie di attività per agevolazioni verso una fascia di persone che per un lungo periodo di tempo non avevano pagato l’acqua. Ma la cosa paradossale sa qual è? Quando abbiamo firmato il protocollo di intesa, nello stesso era previsto che fino al 2004 i morosi potevano scegliere di pagare secondo le tariffe stabilite all’epoca dal Comune di Nola o secondo le tariffe stabilite dalla Gori. Noi pensavamo di aver ottenuto un grande risultato, alla fine si è constatato che ai nostri cittadini conveniva più pagare secondo le tariffe Gori che non in base a quelle di quell’epoca del Comune perché risultavano più care. Fermo restando il concetto di acqua pubblica. Ma si potrà parlare di acqua pubblica e di eventuali rapporti di risoluzione con la Gori nel momento in cui verrà fatta una legge dello Stato la quale, a mio avviso, dovrà prendersi carico anche di prevedere nelle more di che cosa accade alla Gori come a tutte le altre società presenti in tutta Italia: questo perché anche in presenza di una legge per poter risolvere questi contratti i comuni dovrebbero farsi carico di una penale impossibile da sostenere”.
Nei giorni scorsi il Comune di Nola ha firmato insieme ad altri 15 il ricorso al Tar per i nuovi Ato per quanto riguarda i rifiuti. In questa battaglia Nola insiem a Brusciano è il comune più grande:  quindi anche lei non è d’accordo con questa soluzione che danneggia un po’ tutto il Nolano?
Io sono d’accordo con  tutti gli altri miei colleghi sindaci: insieme abbiamo preso questa decisione di proporre ricorso al Tar e comunque di continuare poi la battaglia in sede istituzionale. Io non ero fisicamente presente solo perché impegnato con gli ultimi passaggi della competizione elettorale, ma già dai prossimi giorni anche io parteciperò direttamente a tutte le riunioni”.
Un altro argomento spinoso durante la campagna elettorale è stato soprattutto l’Agenzia dell’area nolana…
 
L’agenzia dell’area nolana con la gestione Biancardi ha risparmiato centinaia di migliaia di euro: non è assolutamente un bilancio come lo era in precedenza e non è assolutamente costoso per il Comune di Nola. Noi siamo per il rilancio dell’Agenzia purchè lo si faccia senza ricorrere a clientele politiche, come già stiamo facendo”.
Per quanto riguarda invece la sua prossima amministrazione: la sua sarà una giunta (7 assessori di cui tre dovranno essere donne, nda) tecnica, politica o metà e metà?
La mia coalizione fino ad oggi è talmente coesa che non abbiamo assolutamente discusso di assessori e di assessorati. Ci vedremo nei prossimi giorni, io sono aperto a tutte le soluzioni, sia ad una giunta politica, sia ad una mista politico-tecnica. Decideremo insieme a tutti gli altri partiti nella massima serenità e trasparenza. Il nostro progetto non era un progetto di poltrone e di potere: è un progetto per Nola e sempre nell’interesse di Nola noi riusciremo a trovare i giusti equilibri affinché la nuova amministrazione possa partire spedita e raggiungere gli obiettivi che si prefigge”.
È possibile immaginare un vicesindaco donna?
E’ possibile. Come ho detto prima nel momento in cui ci siederemo serenamente prenderemo quelle che sono le migliori soluzioni tenendo conto dei risultati elettorali e privilegiando quelle che sono le migliori competenze e le aspettative di ciascuno dei territori”.
Un messaggio ai suoi avversari di questa campagna elettorale
“Ora che la campagna elettorale è finita, ci aspettiamo un’opposizione anche dura ma costruttiva nell’interesse della città di Nola evitando altre inutili strumentalizzazioni”.
Questa vittoria interna al centro destra forse è anche la vittoria di Forza Italia verso l’Udc. C’è anche chi vi legge un confronto-scontro a distanza tra Paolo Russo e Pasquale Sommese. 
Partiamo col dire che la battaglia tra Fi e Udc è improponibile perché si sapeva che Fi aveva una forza (potenzialità) di gran lunga superiore all’Udc. Forse qualche potentato dell’Udc credeva di poter fare una crociata aggregando qui e lì altri gruppi, altri partiti e cercando quindi di sconfiggere Fi. Ma i cittadini sono molto più intelligenti dei furbetti di quartiere e hanno ben capito che in questi 5 anni c’era stato un governo, un sindaco credibile forse molto più credibile per la storia personale di qualche potentato territoriale che negli anni non ha dimostrato assolutamente affidabilità e credibilità in questo territorio”.
Le cose che non ha fatto nei 5 anni precedenti e che farà adesso che si sente di promettere…
 
“Riqualificheremo sicuramente Piazza d’Armi, siamo prossimi al trasferimento da parte del demanio di piazza d’Armi; realizzeremo un palazzetto dello sport, cercheremo di fare impianti sportivi di quartiere e quindi poi continueremo in questa riqualificazione della città. In più sono stati affidati all’ambito sociale dell’area nolana 5 milioni di euro che consentiranno di assicurare servizi alle fasce più deboli  e quindi di creare dei posti di lavoro attraverso l’impegno degli operatori del settore che debbono necessariamente assistere queste fasce deboli.”
Lo Sporting e lo stadio di piazza D’Armi…
Basti vedere com’era lo Sporting 5 anni fa e come è adesso. Io voglio cercare di fare una convenzione con il Comune di Casamarciano affinché il loro campo diventi anche lo stadio di Nola: è a ridosso del territorio cittadino e se noi pensassimo di voler fare un nuovo stadio a Nola non lo potremmo fare più vicino al centro di Nola di come è situato proprio lo stadio di Casamarciano che ha grandi potenzialità anche di miglioramento oltre alla sua vicinanza anche alle reti autostradali. Quindi noi impegnando anche una certa somma come comune di Nola in quello stadio noi potremmo assicurare allo Sporting in pochi anni uno stadio degno di questo nome. Per quanto riguarda lo stadio di piazza d’Armi come ho già detto altre volte è stata una scelta infelice che risale a 10 anni fa e purtroppo non è possibile più tornare indietro: lì sarà realizzato il museo della cartapesta. Abbiamo rivisitato il progetto che adesso è più snello, meno mastodontico rispetto a quello precedente e penso che nei prossimi mesi inizieranno anche i lavori”.
Il turismo dovrebbe essere una risorsa fondamentale e vitale per Nola.
Nola ha bisogno di progetti seri nell’ambito culturale. Così come abbiamo fatto anche per la festa dei Gigli (fondazione), così stiamo cercando di fare con la Fondazione Giordano Bruno. A febbraio sono venuti qui a Nola i maggiori studiosi del pensiero bruniano nel mondo e saranno qui  a Nola ogni anno; è stato preparato un progetto multimediale sul museo di Giordano Bruno, c’è bisogno di una seria programmazione che richiede però degli anni. Nola purtroppo non è Pompei non è Ercolano, ha importanti beni che meritano di essere visitati. La nostra è stata la prima amministrazione che ha portato alla luce reperti storici di epoche precedenti (mi riferisco al parco Carducci che abbiamo inaugurato poche settimane fa) con Michele Placido nell’arena; messe anche delle giostrine per incentivare ancora di più la visita. Quindi questa amministrazione ha come obiettivo quello di promuovere l’area nolana senza dimenticare che il percorso è lungo e che bisogna stare con i piedi per terra”.
 
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