Casa Abate, condono fu chiesto nel 2008: ecco il documento integrale letto dal sindaco

2014-06-05 17.18.12AVELLA-(di Bianca Bianco)  Un documento di cinque pagine per spiegare perché  la casa costruita da Pasquale Abate e colpita da ingiunzione di demolizione perché (in parte) abusiva può essere acquisita dal Comune. E’ la relazione- proposta del sindaco Domenico Biancardi, letta ieri sera in Consiglio comunale e che pubblichiamo integralmente (clicca sulla gallery). Il primo cittadino ha compiuto un excursus sulla vicenda fino all’atto di acquisizione approvato ieri. Nel documento è precisato anche l’aspetto cruciale della vicenda: nel 2008 fu rilasciato dall’ufficio tecnico di Avella il permesso a costruire numero 33- condono edilizio- alla consorte di Pasquale Abate, che corrispose al comune 37.877 euro per oblazione e 28.786, 52 per oneri concessori. La validità e l’efficacia di questo atto sono stati ‘disattesi’ dalla Corte di Appello di Napoli e dalla Corte di Cassazione, con conseguente diffida a demolire ed a provvedere alla restituzione di oblazione ed oneri accessori, compreso il risarcimento danni.

Altro aspetto interessante riguarda la scelta di acquisire al patrimonio comunale. Di regola quando un manufatto deve essere abbattuto viene acquisito gratuitamente al patrimonio del Comune che lo demolisce, tranne nel caso in cui vi sia una delibera del consiglio comunale che decida la conservazione delle opere abusive sulla base dell’esistemza di interessi pubblici prevalenti e in assenza di contrasti con rilevanti interessi urbanistici ed ambientali. Delibera che è stata approvata ieri.

Dunque la villa di via Sant’Angelo non è già più della famiglia Abate ma dell’ente che dovrà deciderne la destinazione: ieri si parlava della possibilità di avere lì una casa famiglia, ma allo stato sono ipotesi campate in aria. Di certo stamattina l’avvocato nominato dall’ente dovrà presentare istanza di revoca dell’ingiunzione a demolire, ed entro pochi giorni la questione dovrebbe risolversi. Nel frattempo nel cantiere continua la presenza degli operai, ed all’esterno quella delle forze dell’ordine.

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