Il lieto fine che non c’è: le ruspe hanno iniziato ad abbattere casa Abate

La casa da abbattere

La casa da abbattere

AVELLA- (di Bianca Bianco) Non c’è lieto fine ad Avella. Le ruspe intorno alle 13 hanno cominciato a lavorare presso casa Abate, in via Sant’Angelo. La ditta incaricata dell’abbattimento sta procedendo con le opere di demolizione: grande la delusione tra chi per giorni ha lottato per impedire che la villa di Pasquale Abate e Raffaella Pecchia fosse distrutta. “Purtroppo è così- conferma Pellegrino Palmieri di Centrosinistra per Avella al giornalelocale- le ruspe hanno iniziato a lavorare. La mia non vuole essere una critica, ma forse ci si è mossi tardi. Io e Stefano Gentile, altro consigliere di minoranza, avevamo sottoposto la questione al Consiglio lo scorso 28 aprile. Ora è il 10 giugno, forse il tempo era scaduto”. Venerdì scorso, il giorno dopo il Consiglio comunale che aveva deliberato l’acquisizione del bene abusivo al patrimonio immobiliare dell’ente, l’avvocato Prisco aveva deposititato l’istanza del Comune per chiedere la revoca dell’ingiunzione a demolire. La Corte d’appello avrebbe dovuto pronunciarsi entro cinque giorni per la sospensiva, su cui comunque pesava il parere negativo della procura generale: hanno fatto prima le ruspe. La delusione dei cittadini che hanno mostrato solidarietà e vicinanza alla famiglia Abate è grande, espressa soprattutto sui social. Si sperqa ancora di potere fermare in tempo gli operai, ma il tempo, che in questa vicenda ha dettato le scadenze con crudele puntualità, sembra non dare scampo.

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