Musica da discoteca e testi mediocri, ecco perché De Simone è fuggito dalla festa dei gigli

Roberto De Simone

Roberto De Simone

NOLA-  Musica mediocre e da discoteca, profilo insignificante e dilettantistico dei testi.  Ecco il giudizio del maestro Roberto De Simone, ex direttore artistico della festa dei gigli, su testi e musiche della kermesse. Il rapporto tra l’etnomusicologo 81enne e la Fondazione è durato pochi mesi: il suo nome fu fatto nel maggio 2013, la firma sotto il contratto annuale da 55mila euro fu apposta nell’ottobre dello stesso anno. Il 30 maggio la doccia gelata: con una breve lettera De Simone ed il suo staff (due collaboratori) dicono addio alla festa dei gigli per inconciliabili pareri sulla parte artistica della manifestazione. In particolare, ha poi precisato lo stesso artista napoletano, l’ormai ex direttore artistico non sarebbe mai stato “in sintonia con le strutture della festa”, non avrebbe mai raggiunto “un’intesa” : “Non mi sento in linea con quello che sarà fatto- ha dichiarato- e se avessi avuto motivazioni sufficienti mi sarei dimesso anche prima”. Goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il ritardo nella presentazione dei testi e delle musiche, consegnate con ad aprile – e non a dicembre come era necessario- non su spartito ma su supporti digitali. Nessuna sicurezza, inoltre, neanche sui livelli di amplificazione della musica suonata sugli obelischi, altro aspetto su cui il maestro si era soffermato prima della firma del contratto. Tra De Simone e la festa nolana- soprattutto le sue ‘maestranze’- non era mai scattato il feeling. Il musicista voleva dettare regole di sobrietà e morigeratezza alla parte musicale che bollò sin dall’edizione 2013 come sguaiate e violente (dal punto di vista dei decibel); gli addetti ai lavori lo hanno sempre guardato come un elemento estraneo alla organizzazione, più di impiccio che altro. Un matrimonio nato sotto cattivi auspici e naufragato presto.

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