Paura Clanio, Avella conta i danni. L’ira del sindaco: per la regione i problemi si fermano a Nola

Allagamento via Sant'Angelo

Allagamento via Sant’Angelo

AVELLA- (di Bianca Bianco)  Cinque case a rischio, quattro strade inondate dal fango, le  sponde del torrente Clanio crollate come fossero di carta, due mezzi comunali per la raccolta rifiuti distrutti, centinaia di migliaia di euro di danni. Il giorno dopo la bomba d’acqua che ha colpito il Baianese e l’area nolana, Avella è tra i comuni che conta più danni. Il principale accusato è il torrente Clanio, il fiume della valle dei miti e degli dei che giovedì si è trasformato in reale e tangibile minaccia per la popolazione. Gli argini si sono rotti in più punti, l’immondizia che si accumula nei mesi di secca, gettata da ditte e solitari incivili, si è trasformata in pericoloso ‘tappo’ all’altezza dei ponticelli, la pioggia battente ha ingrossato la portata del canale che in alcuni punti ha straripato finendo per inondare diversi scantinati e garage, le campagne e le villette che si trovano in zone più lontane dal centro abitato. La forza incontrollata del torrente ha trascinato spazzatura e detriti fino a Tufino, comune dell’area nolana distante pochi chilometri e collegata ad Avella anche attraverso i canali borbonici dei regi lagni, creati irreggimentando il Clanio. A pagarne le spese sono stati i cittadini di due frazioni del piccolo centro nolano-  Vignola e Rione Ferone- disastrate da melma e fango fuoriusciti dai ‘fiumi’ bucando i margini di pietra. Il rendiconto dei danni ad Avella è pesante. Il Comune già ieri mattina ha contattato il Genio civile, l’Autorità di Bacino e la Protezione civile regionale preoccupato per la stabilità di almeno cinque abitazioni che si trovano sotto il livello spondale del fiume Clanio dietro piazzetta Santa Candida. In questo punto, l’acqua ha spazzato via tutto, le sponde laterali si sono erose pericolosamente e si teme una ripercussione sulla stabilità di alcuni degli edifici del quartiere. Spetterà al Genio civile compiere le opportune verifiche, mentre l’Autorità di Bacino è competente per la manutenzione di alvei e sponde. L’ente avellano non può fare altro che chiedere aiuto, non può intervenire. Una condizione paradossale che influisce seriamente ed in negativo sul controllo idrogeologico del territorio: “Noi non possiamo nemmeno rimuovere la spazzatura dal torrente- tuona il sindaco Domenico Biancardi- senza incorrere in denunce. La  Regione è competente alla manutenzione sul torrente, peccato che la mappatura regionale si fermi ai regi lagni di Nola e dimentichi noi. Noi sindaci siano impotenti, è tutto in mano all’istituzione regionale”. E proprio alla regione l’amministrazione ieri ha presentato istanza chiedendo la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Il maltempo ha risparmiato il centro urbano, sebbene si siano vissuti veri momenti di terrore in zona Lungo Clanio, ma ha funestato vallone Serroncello, via Tora, Via Sant’Angelo, Via San Francesco. In quest’ultima strada una villetta è rimasta isolata sino a ieri mattina e la Protezione civile comunale ha lavorato tutta la notte per spalare fango dai piani bassi. I  volontari della Protezione civile hanno effettuato ancora ieri un ‘pronto soccorso’ ad un’anziana 80enne con problemi di salute che aveva lo scantinato completamente allagato. I mezzi del Comune  saranno a lavoro anche oggi per ripristinare il manto stradale sconnesso dopo le intense precipitazioni. Seriamente danneggiati invece due camion comunali a causa della caduta di un muretto nell’area in cui erano in sosta. Polemica l’opposizione consiliare: “I nostri allarmi dell’anno scorso si sono rivelati fondati- dichiara Pellegrino Palmieri di “Centrosinistra per Avella”- Denunciammo lo stato del torrente Clanio, oggetto di abusi e di scempi. Oggi la natura presenta il conto delle violenze perpetrate contro il territorio”.

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