Tufino, regi lagni sotto accusa per l’allagamento: chiesto stato di calamità naturale

10300046_686147718087978_1529014806256480473_nTUFINO- Una famiglia che ha perso le sue cose e rischia di vedere dichiarata inagibile la propria abitazione. Altre che combattono da quasi 24 ore con la melma che è entrata nei garage e negli scantinati ed ha danneggiato le proprie suppellettili e le auto. Due frazioni- Vignola e Rione Ferone- ancora inagibili. Questo il risultato di un’ora scarsa di pioggia battente su Tufino e sull’area nolana. Un dramma per il quale questa mattina il Comune di Tufino ha chiesto alla regione la dichiarazione di stato di calamità. Istanza cui potrebbero nelle prossime ore associarsi altri comuni colpiti come Cicciano e Camposano. E’ in questi tre comuni infatti che l’acqua ingrossata dalle precipitazioni ha rotto i fragilissimi argini dei regi lagni che attraversano i paesi. In più punti, come testimoniano video e immagini, le sponde sono crollate e i lagni sono esondati anche a causa del tappo di immondizia e di arbusti che occupa gli alvei da sempre.
10468362_10203898814451421_2985303350402151666_nInsomma, un disastro annunciato. Il sindaco di Tufino Antonio Mascolo è ancora al lavoro con altri amministratori per portare il paese ad una condizione di normalità. La Giunta si è riunita questa mattina alle 8 ed ha approvato la richiesta di stato di calamità: “Vogliamo che la Regione si assuma le proprie responsabilità- tuona da ieri sera il primo cittadino-. Noi abbiamo denunciato e fotografato la condizione dei lagni da tempo. Ma nulla si è masi mosso”. La condizione dei canali borbonici, nati proprio per irregimentare il fiume Clanio e prevenire problemi idrogeologici, è sotto gli occhi di tutti. Muri spondali vecchi e fragilissimi, spazzatura che sommerge gli alvei secchi per quasi tutto l’anno. Arbusti e persino alberi che occupano il letto dei ‘fiumi’. Gli appelli degli ambientalisti e degli amministratori locali per la pulizia di questi torrenti (che spetta alla regione) spesso sono caduti nel vuoto. Risultato: le ripetute bombe d’acqua di ieri hanno ingrossato i canali fino all’esondazione prevedibile e per fortuna senza vittime.
tufino4Sulla questione è intervenuto anche Massimiliano Manfredi, deputato Pd: ” Vi è la necessità in tempi rapidissimi di ripristinare i margini di contenimento franati, infatti qualora vi fossero ulteriori precipitazioni straordinarie sarebbe a rischio l’incolumità dei cittadini che abitano nelle zone limitrofe- così si rivolge all’assessore regionale alla Protezione civile Edoardo Cosenza.  “Sull’annosa questione del dissesto idrogeologico del contenimento e pulizia degli alvei nei Comuni del nolano-mariglianese e bassa irpinia – ha concluso Manfredi – vi è la necessità di uno scatto in avanti. Gli interventi straordinari di pulizia della Regione non sono più sufficienti a garantire il monitoraggio ed il fenomeno dell’ esondazione viste anche le difficoltà che hanno i Comuni nel rispettare il loro compito di rimozione ordinaria dei rifiuti versati abusivamente nelle foci degli alvei durante il corso dell’anno. Finita quest’ulteriore emergenza credo sia arrivato il momento di lavorare insieme agli assessori competenti della Regione, ai sindaci dei territori e a tutti gli attori pubblici coinvolti nella politica di bonifica degli alvei per definire in maniera sperimentale una convenzione quadro e garantire la pulizia e il controlli in modo ordinario degli alvei per tutto l’anno a costi ridotti per i Comuni interessati al fin di evitare eventi tragici per le prossime eventuali emergenze”.
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