Camera, no a sospensione indennità per gli arrestati. Bocciata la proposta M5S, Di Maio: diamo stipendio a parlamentari in galera

Luigi Di Maio

Luigi Di Maio

ROMA –  No alla sospensione dello stipendio ai parlamentari arrestati. L’ufficio di Presidenza della Camera ha respinto, con il voto contrario dei tre esponenti del M5S e l’astensione di Edmondo Cirielli (Fdi-An), la proposta del Movimento 5 Stelle di sospendere l’indennità per i parlamentari arrestati fino alla cessazione delle misure cautelari. Prima del voto, i Questori della Camera avevano sottolineato come sia indispensabile un intervento legislativo per regolare la materia, che non può essere modificata dall’ufficio di Presidenza. La richiesta era stata avanzata dal M5S dopo il sì dell’assemblea di Montecitorio all’arresto del parlamentare Pd Francantonio Genovese, coinvolto in un’inchiesta sui finanziamenti alla formazione professionale. Va all’attacco vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5S). “I partiti danno lo stipendio ai parlamentari in galera”, è il titolo del post su facebook in cui spiega quello che è successo nell’ufficio di presidenza e il senso della proposta stellata. ”Se Genovese (Pd) è agli arresti domiciliari i cittadini che lo pagano a fare? La proposta è stata bocciata”.  ”I cittadini italiani – continua Di Maio – stanno pagando lo stipendio ad un politico agli arresti domiciliari e a tutti quelli arrestati. Chiedo agli elettori di Pd, Forza Italia, etc. cosa ne pensano. I partiti oggi hanno dato un pessimo esempio al Paese. Gli stessi partiti che si riempiono la bocca con la ‘lotta alla corruzione’. Non quella intellettuale…” Nella stessa riunione dell’ufficio di Presidenza è stata ribadita la decisione, irrevocabile, della Camera di recedere dalla locazione di Palazzo Marini, che attualmente ospitano gli uffici di 400 deputati. (adnkronos)

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