Fondazione Festa dei Gigli di Nola

Festa dei gigli e camorra, ecco la querela della Fondazione a Panorama

NOLA- Festa dei gigli e camorra, dopo il Comune anche la Fondazione passa alla carta bollata e chiede la rettifica e querela  “Panorama”, la rivista che in un discusso articolo sugli “omaggi religiosi” ai boss citava la processione dedicata a San Paolino tra i casi di ingerenza e sottomissione della e alla camorra. Un pezzo che fece gridare allo scandalo l’opinione pubblica cittadina, contro il quale il sindaco Biancardi ha annunciato querela e che fu seguito dalle scuse (su twitter) del giornalista autore della svista (Nola fu confusa con Barra). Ora la Fondazione pubblica la sua richiesta di rettifica e la querela firmate dal presidente Raffaele Soprano.

“L’autore dell’articolo- scrive Soprano-  muovendo dal recente episodio di cronaca relativo alla processione di Oppido Mamertina in cui si sarebbe verificato un inchino dei portatori della statua della Madonna in prossimità dell’abitazione di un boss della ‘ndrangheta, racconta delle “processioni maledette” citando casi simili a quello in commento, avvenuti in altre zone della Calabria, della Campania e della Sicilia. (…) L’articolista così scrive : “Scandalo anche alla Festa dei Gigli a Nola con i capi clan acclamati in piazza sulle note de Il Padrino e con i soldi raccolti nel nome di San Paolino che finivano nelle casse della camorra”. Il contenuto dell’articolo relativo alla Festa dei Gigli di Nola è destituito di ogni minimo fondamento di verità e, come intuibile, gravemente lesivo dell’immagine e della storia secolare di una festa religiosa il cui riconosciuto valore e prestigio, nazionale ed internazionale, ne ha determinato, nel 2013, l’inserimento nel patrimonio immateriale Unesco. Il riferimento, infatti, all’acclamazione dei capi clan della camorra nonché alla raccolta di fondi in nome del Santo ma destinati alle casse della cosca, si sostanza, di per sé, in espressione lesiva della reputazione evocando, letteralmente, scenari di malcostume, malaffare e degrado tipici di ambienti criminali, connotando la festa come strumento finalizzato alla realizzazione di comportamenti illeciti se non di commissione di gravi ipotesi di reato di natura mafiosa. L’infondatezza di una tale infamante notizia è dimostrata dalla totale assenza di qualsivoglia riscontro, sia attuale che in tempi passati, nei fatti di cronaca o in atti giudiziari; mai è stata avviata un’indagine da parte dell’autorità giudiziaria e mai le autorità amministrative competenti sono state chiamate ad intervenire per le causali citate nell’articolo. Soltanto per completezza argomentativa si evidenzia la possibile (ma colpevole) confusione in cui il giornalista, venendo meno in modo clamoroso all’osservanza dei criteri preposti al corretto esercizio del diritto di cronaca e di critica, è incorso rispetto ad altre feste dei gigli tenute in altri comuni della Campania, che nulla hanno in comune con la festa Nolana”.

 

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