Il triangolo della morte non esiste, la furia di don Aniello: Nolano fuori dal Comitato

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don Aniello in uno degli incontri di “Ultimi”, qui con Erri De Luca

NOLA- I giovani del Nolano messi fuori dal comitato per la “terra dei fuochi”. Il triangolo della morte, Nola- Acerra- Marigliano-, cancellato dalla mappa delle emergenze: nonostante sia un territorio critico, interessato da sversamenti e incidenza elevata di tumori, da quando è esploso il caso “terra dei fuochi” è passato in secondo piano. La dura accusa è del sacerdote don Aniello Manganiello, fondatore dell’associazione “Ultimi” che accusa: “Noi del triangolo della morte siamo presi in giro dagli anni Ottanta”.

 

“Ho visto in televisione don Maurizio Patriciello assai arrabbiato per i ritardi del governo in merito alla terra dei fuochi e va bene- afferma don Aniello-  Ma noi del triangolo della morte Nola-Marigliano-Acerra cosa dovremmo dire? Noi siamo presi per i fondelli dai primi anni ’80”.

 

“Non è vero che i cittadini non hanno reagito- si sfoga il sacerdote di Camposano, per anni prete nel difficile quartiere di Scampia- Gli abitanti della località De Siervo sul monte Somma, dove nel 1987 fu aperta una discarica dal comune di Nola e dove camion con targa Treviso, Pisa, Como, Latina, scortati dalle forze dell’ordine, che manganellavano gli abitanti che volevano sapere cosa ci fosse in quei camion, sversavano rifiuti, di cui non si conosce il contenuto. E il prefetto di Napoli di allora non ne sapeva niente? A Boscofangone sotto il polo industriale, e qualcuno testimonia anche sotto il Vulcano buono, ci sarebbero rifiuti pericolosi”.

 

“Non esiste solo la terra dei fuochi- tuona don Aniello, che accusa chi ha costituito la federazione dei comitati per la terra dei fuochi di avere escluso i giovani del presidio “Ultimi dell’agro nolano” che nell’ultimo anno hanno raccolto diecimila firme, nei paesi del Nolano, su un documento per il triangolo della morte poi consegnate ala  Regione Campania, che hanno organizzato incontri di riflessione, partecipato a manifestazioni a Napoli e in provincia: questi giovani, dice il sacerdote “sono stati dimenticati e messi fuori dal comitato. Ci dispiace molto per questa distinzione”.

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