Nola, il ruggito dell’opposizione nel primo consiglio: Cutolo show, Vitale soft ma è guerra alla maggioranza

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NOLA- (di Bianca Bianco) Una opposizione agguerrita. L’aggettivo è abusato, ma è quello che meglio si addice alla condizione mentale (e pure fisica, vista la grinta di alcuni) dei rappresentanti della coalizione sconfitta l’otto giugno al ballottaggio. Nel consiglio comunale di insediamento la minoranza ha ruggito contro una maggioranza già in crisi prima di iniziare (senza giunta e senza Trinchese), a prendersi la scena- c’era da aspettarselo- le “vecchie glorie” tornate in aula per dar battaglia agli ex alleati. Arturo Cutolo, versione pasionaria, in completo grigio e hogan abbinate. L’amico e sodale Vincenzo Iovino, in giacca blu e occhi azzurri sempre oscurati da un’ombra di nervosismo e impazienza. L’angelo con la pistola Francesco Pizzella, che saluta Biancardi senza ricambiare i sorrisi ironici del primo cittadino che più volte lo stuzzica ricordandogli i cinque anni insieme. La prof Carmela Scala che prima accarezza Geremia poi lo punge ma ancora senza convinzione. I tempi del patto Forza Italia – Udc sono trascorsi da poco, l’affetto c’è ancora… Dei nuovi restano in silenzio il giovanissimo Raffaele Parisi ed Emma Vecchione, candidata dalla minoranza alla carica di presidente del consiglio comunale. Prendono per la prima volta la parola in un consiglio comunale Mimmo Vitale, Mariafranca Tripaldi e Luisa Marone. Il primo sempre uguale a sé stesso: posato, ricercato nell’eloquio, rassicurante, una pillola di torazina in un consiglio comunale schizofrenico. Tripaldi ironica (sottovoce) e disorientata dalle dinamiche impazzite di un’aula diversa da quella in cui solitamente arringa. Marone (elegantissima) ecumenica e piddina, legge un documento di belle intenzioni senza pungere mai.

 

GLI INTERVENTI- Vera star della prima assise è stata Arturo Cutolo, contestatore a 360 gradi. Le intenzioni bellicose si intuiscono subito quando monta un caso sul microfono che non funziona. Dopo 30 minuti, arriva la liberatoria della ditta che registra le sedute e si va avanti, ma Cutolo trova altri spunti per pungolare una maggioranza senza nocchiero,  un presidente del consiglio comunale (Rino Barone) ancora inesperto ed un segretario generale a volte disattento. Poi attacca feroce sulle assenze della Trinchese e delle nomine della giunta: “Vi siete abboffati di mazzate ma non siete riusciti a fare la giunta- dice- ed è gravissimo che manchi il consigliere più votato, che non invia nemmeno una giustificazione scritta. Questo consiglio comunale è uno schiaffo alla città”. Vincenzo Iovino per tutta l’assemblea “sfruculea” Biancardi (“Apriti una pasticceria e farai affari”), stimolando l’acidità del sindaco (“Io faccio l’avvocato, tu che mestiere fai?) poi porta il discorso sui problemi della città: “Voi litigate già e a Nola c’è un cimitero impraticabile, a Polvica un lago che trasferisce cancro alle persone e in Municipio dirigenti cooptati da Marigliano. Voi andate sulle barche in costiera amalfitana e a noi restano i problemi. Il popolo si aspettava la giunta e la giunta non c’è, è inaudito. Avete cambiato il vostro linguaggio, ma la sostanza non cambia”. Mimmo Vitale, il rivale sconfitto, siede al centro dei banchi della minoranza e non alza mai i toni: “Quella di Biancardi, la sua relazione programmatica- dichiara- è una lunga lista dei desideri, ma quali sono gli obiettivi concreti? L’amministrazione deve concentrarsi sulle priorità della città, come il piano urbanistico ed il piano commercio e porre attenzione alle questioni serie come le interdittive antimafia che hanno riguardato diverse opere e servizi”. Poi la bordata: “I problemi di Nola vanno risolti con tecnici e dirigenti di Nola”. “La nostra- chiude- sarà una opposizione attenta, collaboreremo ma vogliamo avere gli atti. Riguardo la giunta, confido in tempi rapidissimi per la sua formazione”. Mariafranca Tripaldi ragiona da avvocato: “State stravolgendo il diritto amministrativo, leggete la relazione programmatica senza avere la giunta. Vi riempite la bocca con la parola trasparenza, poi la umiliate nel primo consiglio comunale. Noi svolgeremo il nostro ruolo, ma senza interlocutori, cioè gli assessori, non si può discutere dei problemi di Nola”. “Noi avremo la responsabilità degli sconfitti- afferma invece la rappresentante del Pd Marone- ma pretendiamo equilibrio dai vincitori, che però hanno vinto nelle frazioni e non in città. La nostra sarà una opposizione ferma, coerente e costruttiva. Caro sindaco, lei non ha Nola in mano e questa città non ha bisogno di guerre civili”. La chiusura spetta all’Udc ed alla coppia Scala- Pizzella. La bionda prof, ormai veterana in Consiglio, comincia con i complimenti (“Auguri al sindaco, chi ha bene operato merita di essere rieletto”) poi passa all’attacco: “Noi non siamo minoranza ma opposizione, perché rappresentiamo 9mila elettori. Avreste dovuto tenerlo in conto nominando un nostro rappresentante per la presidenza o vicepresidenza del consiglio, ma voi siete i soliti, quelli che rivendicano di avere vinto. Ma la vostra è una squadra senza calciatori, e il sindaco parla solo di cose fatte e non del futuro della città. Bastano cinque punti certi per Nola, ma il sindaco preferisce parlare delle inaugurazioni davanti una platea di consiglieri che ha dormito per cinque anni e continua a stare in silenzio”. Francesco Pizzella, ex presidente del consiglio comunale, comincia con gli auguri di rito al nuovo (Rino Barone), poi legge un manoscritto di quattro pagine in cui demolisce i cinque anni di primo mandato Biancardi: “Lei gestisce l’amministrazione come un’azienda privata che concede ai cittadini ciò che spetta loro di diritto. Con lei si è congelata l’attività amministrativa comunale”. Biancardi lo schernisce: “Non voglio ascoltarti perché non voglio sentirti parlare male di me, amico mio..”.

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