Primo consiglio tra sonno e supercazzole, il pagellone del Giornalelocale

NOLA- (di Bianca Bianco) Sei ore di consiglio comunale valgono bene un pagellone. Voti per tutti, dai pochi della maggioranza che hanno preso la parola al sindaco, dall’opposizione al pubblico. L’assemblea consiliare è stata lunga, estenuante: ecco i giudizi del giornale locale sulla seduta ed i suoi protagonisti.

 

Biancardi giura, al suo fianco Enzo de Lucia

Biancardi giura, al suo fianco Enzo de Lucia

GEREMIA BIANCARDI- Abbronzatura da barca (pare), il sindaco nel consiglio di insediamento non brilla per gioia ed entusiasmo. Legge la formula del giuramento con la stessa partecipazione emotiva con cui leggerebbe il menù di un Mac Donald e passa tutto il tempo (o quasi) a stuzzicare ed ironizzare, lanciare frecciatine e alzarsi (immaginiamo per sgranchirsi le gambe). Il suo bersaglio preferito è Vincenzo Iovino, ma pure con Pizzella non si frena quando gli dice che vorrebbe tapparsi le orecchie pur di non sentirlo parlare male di lui. Che romantico. Tenero anche con Carmela Scala (la prima alleanza non si scorda mai). Nessuna parola su Cinzia Trinchese. Ma al sindaco va soprattutto il merito di avere decimato la platea di cittadini che assistevano imperterriti e talora agitati al consesso: alle 11 agguanta la sua lunghissima relazione programmatica che legge per cinquanta minuti senza fermarsi mai, con un sorrisino sadico stampato sul faccione e la loquela indistruttibile. Un’oretta di lettura monotòna che avrebbe fatto scappare anche la statua di Ottaviano Augusto.

SOPORIFERO. VOTO 4,5.

 

 

 

Arturo Cutolo

Arturo Cutolo

ARTURO CUTOLO- Lo avevamo lasciato a Piazzolla, aggrappato ai fogli del discorso pre elettorale. Lo ritroviamo one man show in quello che sembra il suo habitat naturale: l’aula consiliare. Si alza, si siede, si rialza, si risiede, mette a dura prova la pazienza del tecnico verbalizzante (che con invidiabile self control gli porge ogni volta il microfono (rotto) che forse vorrebbe stampargli sui denti), sfotte e precisa, chiama il numero legale e rimugina su ogni parola detta o non detta. Dopo le tre ore di consiglio, le lamentele di Cutolo sono rumore di sottofondo. Nelle prime tre ore godibilissimo spettacolo da uomo dell’opposizione.

INCAZZATO- VOTO 6 

 

 

 

 

 

Iovino

Iovino

VINCENZO IOVINO- A lui la palma per avere espresso la  “perla” del giorno. Il suo “il lago di Polvica trasferisce il tumore alle persone” è un capolavoro di sintassi e scienza medica su cui potremmo interrogarci per anni. Ma preferiamo non farlo. Abbiamo capito il senso e andiamo avanti, turbati ma andiamo avanti. Per il resto è aggressivo e nervoso, pungente e sempre pronto a riprendere Biancardi, Enzo De Lucia e tutti quanti gli vengono a tiro. Il suo “Capra! Capra! Capra!”resterà nella storia.

NERVOSO- VOTO 4,5 

 

 

 

 

Antonio Manzi

Antonio Manzi

ANTONIO MANZI- Standing ovation dei giornalisti per l’autogol sull’assenza di Cinzia Trinchese: “In tutte le famiglie si litiga, ma i problemi si risolvono”. Grazie, consigliere. Ore ed ore di retroscena politici sulla assenza dell’ex assessore evitati grazie al suo intervento. Eternamente debitori.

MITICO-  VOTO 7

 

 

 

 

 

 

minoranza1PIZZELLA- SCALA- Così vicini, così lontani i tempi in cui con questa maggioranza si lavorava in tandem. L’affetto è ancora troppo forte per graffiare davvero. Pizzella tira fuori dalla 24 ore un foglio di quadernone scritto in caratteri grandi: i compiti per le vacanze? No, l’elenco delle brutture del primo mandato Biancardi…Impossibile per il sindaco non ricordargli che prima erano alleati e quelle cose le sapeva già. Scala si rivolge ai giornalisti e chiede che non si usi il termine minoranza ma “opposizione”. Sì, prof.

NOSTALGICI- VOTO 4,5

 

 

 

Tripaldi Cutolo

” Tripaldi Cutolo

TRIPALDI- Battute a go-go ma solo a bassa voce,  nella prima assise si limita a fare l’avvocato in pubblico e l’alunna chiacchierona e indisponente in privato.

“INTELLIGENTE MA NON SI IMPEGNA”- VOTO: non ancora classificata

 

 

 

 

 

 

Enzo De Lucia, Geremia Biancardi

Enzo De Lucia, Geremia Biancardi

DE LUCIA- L’uomo di Polvica si siede al posto della presidenza del consiglio e guida l’assemblea un po’ a modo suo: parla quando vuole, fa rispondere chi e quando vuole. Ai cuppetielli della minoranza risponde col sorrisetto, si turba solo quando si parla di Polvica (cimitero e lago) ma non si scompone mai.

INDEFINIBILE- VOTO 4,5

 

 

 

 

 

 

 

SAMSUNG DIGITAL CAMERASEGRETARIO MONTAZZOLI- Non è la sua giornata. Fa eseguire lo scrutinio dei voti per l’elezione del presidente da due scrutatori invece che tre. Risponde con una supercazzola giuridica alle domande dell’opposizione sulla legittimità di un consiglio senza giunta. Da un dirigente plenipotenziario ci aspetteremmo lezioni di diritto amministrativo come se piovesse, invece solo grande confusione in testa e in aula.

KAFKIANO- VOTO: 4

 

 
SAMSUNG DIGITAL CAMERAIL PUBBLICO- C’erano le signore della Gescal ed altri cittadini in cerca di risposte dall’amministrazione. Una bella cosa che fossero presenti e combattivi. Meno bella l’indisponenza di certe signore del pubblico troppo loquaci. Il voto non possiamo comunque darlo perché quando Biancardi ha cominciato a recitare il rosario, pardon, la relazione di fine mandato, abbiamo assistito a scene di fuga dall’aula consiliare che nemmeno all’arrivo del controllore sulla Circumvesuviana. Moria di spettatori causa sopravvenuta epidemia di sonnolenza. Narcolessia, portami via.

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