Gigli a Cicciano, intesa tra sindaci Biancardi e Arvonio per bloccare la ballata di agosto

10565812_702908563078560_458876179_nNOLA- Stop al giglio “in terra straniera”. Pochi chilometri separano Nola da Cicciano, ma sul tema della festa più amata dai nolani i confini sono una questione di rispetto delle tradizioni e delle identità e non solo di chilometri. Per questo la notizia che il prossimo dieci agosto una paranza dovrebbe far ballare un obelisco ligneo, in tutto simile a quelli portati in processione per San Paolino, a Cicciano, ha fatto montare su tutte le furie gli amanti della kermesse ed i cultori della tradizione che vogliono che il giglio resti “cosa nolana” e venga salvaguardata, soprattutto oggi che la festa è tutelata dall’Unesco, dalle feste clonate che imperversano d’estate a ogni latitudine, da Mariglianella a Cimitile. Una indignazione che ha fatto presto il giro della rete, ma le notizie sulla Paranza “Nuova gioventù ciccianese” e sulla previsione di una ballata d’agosto hanno messo in allerta anche l’amministrazione comunale e la Fondazione “festa dei gigli”, intervenute per bloccare l’esibizione spuria del simbolo della fede dei nolani. Severa la presa di posizione del sindaco di Nola Geremia Biancardi, che è intervenuto in prima persona. Biancardi, di recente insediatosi per il suo secondo mandato, ha contattato il sindaco di Cicciano Raffaele Arvonio ricordandogli l’esistenza di un protocollo d’intesa, siglato nel 2012, con cui l’ente di piazza Duomo chiede ai paesi limitrofi attraverso le loro amministrazioni di evitare il proliferare di feste dei gigli scollegate dalla tradizione paoliniana e dal contesto del giugno nolano: “Il sindaco di Cicciano- commenta Biancardi- è venuto incontro alle nostre richieste dimostrandosi disponibile a far applicare quell’intesa che tutela l’identità della nostra processione”. Arvonio si è dunque attivato per convincere gli organizzatori a non effettuare la ballata per rispettare il diktat culturale della vicina Nola. Scampato (forse) il rischio di una nuova festa dei gigli in miniatura, come quelle che non si è potuto evitare in altri paesi come Mariglianella e Castello di Cisterna, l’amministrazione si è impegnata a rafforzare il protocollo con i comuni dell’Agro. Un protocollo che fu ideato e messo su carta ormai due anni fa, in occasione di un’altra esibizione a San Paolo Bel Sito. In quel documento si chiede alle amministrazioni del Nolano di coadiuvare Nola nella difesa del “marchio” dei gigli; un marchio culturale non registrato ma di cui la città bruniana vanta il completo possesso in nome di un legame millenario. Il protocollo non è cogente ma è una sorta di accordo tra gentiluomini rafforzato oggi dall’entrata della kermesse nella schiera dei beni patrimonio immateriale dell’umanità, tutelata dall’Unesco.

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