Incendio Polvica, allarme degli ambientalisti: sindaco di Nola chiama Arpac

NOLA- Incendio alla fabbrica Centro tessile Annunziata di Polvica, pompieri ancora a lavoro per spegnere gli ultimi focolai. Come mostrano le foto del giornalelocale la situazione è ora sotto controllo, i vigili del fuoco hanno arginato le lingue di fuoco che per 24 ore si sono impadronite della fabbrica distruggendone gran parte. Dopo la paura, ora però si impone un intervento per comprendere le conseguenze sul territorio e sui cittadini della combustione di tonnellate di prodotti tessili e plastica. Il sindaco di Nola Geremia Biancardi ha annunciato di avere “preteso che l’ArpaC ci dia immediatamente conto circa lo stato di eventuale pericolo a carico della nostra salute”. Si vuole dunque scongiurare quanto si verificò lo scorso anno con l’incendio della cereria Nappi in via Polveriera: un rimpallo di analisi e responsabilità sugli effetti della nube sui raccolti.

Tiene già alta l’attenzione sul rogo di Polvica l’associazione ambientalista Rifiutarsi. “L’aria nella zona a ridosso della zona Asi è irrespirabile- scrivono in una nota-  anche con maschere anti-gas pizzica fortemente in gola. Consigliamo, in via precauzionale, agli abitanti di Polvica di esporsi il meno possibile e limitare quanto meglio la contaminazione chiudendo balconi e finestre delle proprie abitazioni fino a quando le operazioni di spegnimento non saranno del tutto completate”. Se si ravvisano problemi come tosse, nausea, mal di gola, mal di testa, vomito “suggeriamo di recarsi presso un presidio ospedaliero o guardia medica della zona per una visita di controllo e chiedere un referto scritto”.

“È inoltre consigliabile sciacquare accuratamente per almeno un mese, possibilmente con amuchina, frutta e verdura coltivata in zona che potrebbe essere contaminata. Sarebbe altresì d’uopo che le autorità competenti si impegnino nel rilevamento degli inquinanti immessi in atmosfera e di quelli coinvolti nella ricaduta al suolo dei residui della nube visto che il territorio circostante la zona Asi di Nola è una zona a forte vocazione agricola.  A preoccupare di più, oggi e nei prossimi giorni, sarà proprio la qualità dell’aria nei centri abitati coinvolti dalla ricaduta al suolo dei residui della nube. Sperando che questa volta l’Arpac e le istituzioni locali non si muovano con la stessa leggerezza dimostrata l’anno scorso con il caso Cereria”.

Foto di Pino Galasso:

 

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